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La Pasqua degli ortodossi

Scritto da Mario Rebeschini il 21 maggio 2013
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Sabato notte è stata celebrata anche a Bologna la Pasqua delle chiese ortodosse che seguono  il calendario giuliano.
La Pasqua è una festa che deve essere trascorsa in famiglia e con gli amici. Ecco perché tutti i fedeli arrivano in chiesa con borse e cesti pieni di cibo e tante uova sode colorate per essere benedette e da consumare la domenica a pranzo.

Nel nostro giro iniziato alle 21 e finito alle 9 di domenica mattina, rimanendo a Bologna abbiamo attraversato Eritrea, Egitto, Grecia, Russia, Romania, Moldavia, Ucraina, Serbia e altri paesi.

Ecco le otto chiese dove abbiamo condiviso la Pasqua: nella chiesa di via De’ Fusari ecco arrivare, avvolti in grandi scialli bianchi, i copti ortodossi eritrei. La chiesa è guidata da Padre Rezene, sposato padre di tre figli. Lavora a Bergamo e viene ogni fine settimana a celebrare la domenica a Bologna. Durante la celebrazione è stata battezzata la piccola Alexandra.

A San lazzaro in Via Giovanni XXIII, nella chiesa la Chiesa copta egiziana, ospitata in un oratorio della chiesa bolognese, i riti sono guidati da padre Abona Esozoros  monaco copto. Mounir Abskhro responsabile della comunità è felice. Tra pochi giorni gli egiziani avranno la loro chiesa. Verrà inaugurata con una grande celebrazione e una grande festa.

Solo una piccola parte dei greci sono riusciti ad entrare nella nella loro chiesa dedicata a  San Demetrio Megalomartire in via dei Griffoni, guidata dall’ Archimandrita Dionysios. Per questo la processione lungo la strada è sempre molto partecipata. Il ritorno a casa è sempre fatta con la candela accesa in mano.

Tre vigili urbani in via sant’Isaia  fino alle 3,30 del mattino hanno protetto dalle auto i fedeli russo-ortodossi arrivati in massa ma rimasti fuori dalla chiesa. Hanno comunque potuto seguire la cerimonia attraverso due televisori posti all’esterno della chiesa dedicata a San Basilio il Grande del Patriarcato di Mosca. E’ guidata dall’Archimandrita Marco Davitti e altri sacerdoti e diaconi. L’arrivo della processione in piazza San Francesco ha sorpreso e sconcertato le centinaia di ragazzi che ogni sabato “polleggiano” fino all’arrivo del giorno.

L’Arciprete Ion Rimboi, 56 anni,  decano missionario delle chiese romene dell’Emilia-Romagna del Patriarcato ortodosso romeno di Bucarest –guida la  Parrocchia di San Nicola Via Calari. Anche qui una bella presenza  di fedeli rumeni.

La Comunità Greco-Cattolica romena di Bologna in via del Cestello è invece guidata da Padre Marinel Muresan, sposato, quattro figli. Alle celebrazione hanno partecipato molti giovani e ragazze nel loro costume tradizione. Anche qui non mancano le uova che a fine celebrazione vengono scambiate o regalate.

I moldavi del Patriarcato di Mosca, da pochi mesi hanno la loro chiesa in via Saragozza. Sono guidati da padre Trifon con un fisico da atleta. I tavoli dell’oratorio sono completamente ricoperti dei cibi tradizionali in attesa della benedizione.

Alle sei di domenica mattina partiva con canti e suoni di campanelli la processione della Comunità Greco-Cattolica ucraina di Bologna di via dei Leprosetti guidata da Padre Andriy Zhyburskyy. Alle 8 nella chiesa non si riusciva più ad entrare. Anche qui una lunga fila di cestini colorati con i cibi da benedire. (Fotoservizio di Mario Rebeschini)

Didascalie
1-2  Copti ortodossi eritrei
2-4  Copti ortodossi egiziani
5-6  Greco ortodossi
7.8  Russo ortodossi
9-10  Rumeni ortodossi
11-12 Rumeni greco-cattolici
13-14 Moldavi del patriarcato di Mosca
15- 16 Ucraini greco-cattolici

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