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Il viandante

Scritto da Massimo Palazzo il 1 marzo 2013
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Il viandante si era fermato a bere in una giornata come tante altre  al ristorante dei nonni, ritornò  anche i giorni seguenti e non ci volle molto ad entrare in confidenza  con quest’uomo simpatico con lo sguardo  buono. Aveva modi e dialettica raffinati, ben vestito, pulito, nonostante  la  pronuncia non lasciasse dubbi riguardo la sua provenienza, la Francia,  parlava molto bene la nostra lingua.
Frequentando il bar aveva conosciuto la mamma e gli zii che erano piccoli e si era  dimostrato molto dolce, si vedeva che adorava i bambini e ritornò spesso non per bere o parlare con gli altri ma per restare in loro compagnia a giocare. Non ho mai saputo il suo vero nome e  nemmeno nonna e mamma me lo dissero mai,  avendo come caratteristica la testa grossa era stato soprannominato testone, in dialetto teston e cosi venne sempre chiamato.

La sua presenza  diventò  presto un’abitudine, restava ore e ore con i bambini, nonna gli portava da mangiare e da bere, si fermò qualche volta a cena, poi gli venne data una camera e alla fine si stabili a vivere da loro. Non chiedeva mai niente,  un piatto di minestra e l’affetto familiare erano sufficienti, stare vicino ai bambini lo gratificava, era affettuoso, premuroso, in loro assenza  aiutava in cucina eseguiva senza che nessuno glielo chiedesse i lavori pesanti, non si risparmiava mai.

In poco tempo diventò uno di casa, godeva della massima fiducia, non ci fu mai motivo di discussione, non chiese mai soldi furono i nonni che gliene diedero e lo consigliarono dove andare, cosa visitare ma raramente  si allontanò da casa. Aveva trovato affetto  rispetto e felicita’ il resto non contava, nemmeno il suo passato, di cui nessuno mai si interessò. Non si sa cosa non avrebbe fatto per sdebitarsi, per i nonni era più che sufficiente quello che faceva tutti si erano affezionati al nuovo componente della famiglia. Mamma  parlò sempre molto bene del teston, con lui si divertivano con i giochi, a passeggio, era il loro baby sitter, le aveva insegnato il francese, le buone maniere,  aiutava lei e gli zii a fare i compiti,  li portava e li andava a prendere a scuola, li curava se si ammalavano, era sempre presente.

Restò molti anni,  se ne andò  quando venne venduta l’attività, mamma e gli zii erano già grandicelli  lui avanti con gli anni, fu un distacco doloroso per tutti, nonna e mamma avevano sempre gli occhi lucidi quando raccontavano del teston . Probabilmente ritornò in Francia, cosi come era venuto se ne era andato ma tutti lo ricordavano con grande affetto e simpatia.