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Il lavatoio pubblico

Scritto da Massimo Palazzo il 6 gennaio 2012
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Al centro delle case popolari poco distante da casa di nonna c’era il lavatoio pubblico,un grande edificio di proprietà del comune con circa quaranta vasche, venti da una parte  le altre posizionate di fronte, in mezzo il vascone centrale. Alle spalle  lo spazio per stendere i panni lavati, per  le carrozzine con i bambini, degli enormi finestroni le docce e i bagni. Metà mattinata e tardo pomeriggio erano gli orari maggiormente affollati, i gruppi affiatati  si muovevano sempre insieme ma durante la giornata c’era sempre qualcuno. Era diventato un punto d’incontro per tutte le donne del quartiere e delle vicinanze,arrivavano con il cesto e il sapone di marsiglia, si mettevano una di fronte all’altra e, il bucato,i pettegolezzi, i canti e le risate avevano inizio.

Nessuno a quei tempi aveva la lavatrice per cui il lavatoio pubblico era molto utilizzato, anche mamma e nonna  che  avevano la fontana in cortile  trovavano più piacevole lavare in compagnia. Le accompagnavo per poter giocare con l’acqua,correre nei corridoi,sentire i numerosi pettegolezzi che si raccontavano. E’ in questo contesto che sono venuto a conoscenza del perchè il mio prete preferito venne allontanato, i vari litigi familiari, le difficoltà a far quadrare il bilancio,le corna e tante altre. Quando non spettegolavano  ridevano e cantavano, il soffitto molto alto e i finestroni quasi sempre aperti portavano l’eco dei canti in tutto il quartiere. Il progresso mise  fine a questa bella usanza, l’elettrodomestico bianco che, come diceva la pubblicità, lavava meglio e permetteva alle donne di fare altro o di riposarsi,entrò lentamente in tutte le case. Molte all’inizio diffidarono e passarono le macchie e i colli delle camice a mano prima di affidarli alla macchina ,ben presto presero fiducia e la tecnologia vinse. Il lavatoio non venne più frequentato, lo usarono i bambini  per giocare fino a quando finì nel totale abbandono. Dopo molti anni il comune lo ristrutturò ricavando piccole abitazioni per le ragazze madri ma, l’edificio continuò ad essere indicato come l’ex lavatoio pubblico.