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In alto i calici – Brindiamo all’anno nuovo -

Scritto da Rosa Boni il 6 gennaio 2012
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Abbiamo festeggiato il Natale e l’Anno Nuovo, abbiamo regalato
bottiglie pregiate, abbiamo ricevuto in dono vino per le nostre feste.

Non c’è famiglia – nonostante la crisi – che non abbia augurato
felicità e salute con un bicchiere di spumante.

E non solo nelle nostre case, e non solo in Italia.

Il vino italiano è il vero motore dell’export agroalimentare
nonostante la sopravvenuta crisi economica dei mercati globali e la
regolamentazione comunitaria che ha apportato cambiamenti al sistema
di denominazione.

Il risultato positivo è basato sulla qualità che resta l’obiettivo
primario dei produttori nazionali impegnati a salvaguardare il lavoro
e l’impegno a favore dei vini nazionali DOC.

Quando compriamo il vino, leggiamo, dunque, bene l’etichetta che
esprime questo impegno.

Partendo dal piede di un’immaginaria piramide, i vini si raggruppano
dal basso come segue:

1 vini senza indicazione geografica – privi di specifiche ma genuini.
L’etichetta indica il colore, l’annata e il vitigno.

2 vini I.G.T. – Indicazione Geografica Tipica – l’etichetta indica la
zona geografica di provenienza, il vitigno di base, l’annata, perlopiù
portano il nome della zona di provenienza. La Disciplinare di
Produzione obbliga una resa massima, una resa di trasformazione, una
gradazione alcolometrica minima naturale, una gradazione alcolometrica
al consumo, dichiarazione dei vitigni di origine

3 vini D.O.C. – Denominazione di Origine Controllata – vini con
caratteristiche fissate nei regolamenti di produzione che prevedono le
tipologie (riserva, tardiva…), i quantitativi per ettaro, le variet
da usare, la resa di trasformazione, la gradazione alcolometrica
minima naturale e la durata dell’invecchiamento. In pratica, il ciclo
produttivo (dal vigneto alla bottiglia) deve essere conforme dalla
Disciplinare di Produzione. Prima della commercializzazione il vino
subirà analisi chimico-fisiche ed organolettiche per accertare la
rispondenza ai parametri.

4 vini D.O.C.G. – Denominazione di Origine Controllata e Garantita -
questa dicitura viene riservata ai vini di pregio con elevate
caratteristiche qualitative – contano i fattori naturali, umani e
storici. Prima di diventare D.O.C.G. sono stati D.O.C. per almeno
cinque anni. Ogni bottiglia porta un contrassegno di Stato sulla
fascetta con codice alfanumerico.

La normativa C.E. riunisce i vini D.O.C. e D.O.C.G sotto la sigla
D.O.P. (Denominazione d’Origine Protetta).

L’etichetta, dunque, è la carta d’identità del vino ed oltre alla
caratteristiche già elencate e l’annata, riporta il volume nominale,
l’indicazione dell’imbottigliatore, produttore, importatore o
venditore, il lotto, l’ indicazioni ecologiche per l’ambiente, il
contenuto di solfiti (anidride solforosa), la gradazione in unità o
mezze unità per percentuale di volume (10% vol., 10,5% vol).

Dunque, chiudo con l’augurio di un prosperoso 2012 e il consiglio di
bere poco ma consapevolmente (in tutti i sensi!)

Auguri dalla vostra amica buongustaia.