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L’ostetrica

Scritto da Massimo Palazzo il 5 dicembre 2011
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 Di fronte alla casa di nonna c’era una palazzina molto bella con un ampio giardino, prato inglese ben curato, grandi piante, una siepe che copriva per intero il perimetro  tutto  mantenuto sempre in ordine. Al primo piano abitava il Signor Ermanno con la moglie Aurelia e due figlie, al piano superiore la mamma di lui vedova da molti anni. Si chiamava Alberta da tutti chiamata Albertina, faceva l’ostetrica, le iniezioni, misurava la pressione. Riceveva sempre a casa, si muoveva con le siringhe  nel contenitore da bollire prima dell’uso, solo se la persona non poteva uscire dalla propria abitazione .Era una donna gentile e raffinata, all’apparenza fredda, assente, talvolta i complimenti che mi faceva  sembravano un po’ dettati dalle circostanze,  

l’ educazione rigida  ricevuta da piccola aveva lasciato il segno. Quando mamma si ammalò, il dottore le prescrisse delle iniezioni, accompagnandola e frequentando la casa della Signora Albertina scoprii che lavoro faceva. Ci riceveva in una camera simile allo studio del mio medico solo che il lettino era più corto, aveva due stampelle ai  lati con due cerchietti in alto. Rimasi subito attratto da questo particolare e ogni sera la mia curiosità aumentava, cominciai a chiedere spiegazioni a mamma che, mi disse che se la cicogna avesse avuto problemi a portare i bambini sarebbe passata da lei. La spiegazione mi soddisfò fino ad un certo punto, sapevo che i bambini li portava la cicogna ma il ruolo della nostra vicina e quelle staffe mi avevano incuriosito. Pochi giorni dopo la maestra ci parlo’ delle cicogne, ci spiegò come vivevano, quanto erano grandi, quanti piccoli facevano ma non ci disse che portavano i bambini. Tornai a casa e chiesi a mamma come faceva la cicogna a sapere dove abitava la Signora Albertina ma, quello che mi interessava maggiormente era sapere se sarebbe entrata dalla finestra, o dalle scale. Rimasi molto insoddisfatto dalle sue risposte allora chiesi aiuto a nonna che non dicendo mai bugie si trovò in  difficoltà ,chiamò mamma e  mi rivelarono che la storia della cicogna era una favola, che la nostra vicina aiutava le mamme a far nascere i bambini che uscivano dalla pancia. Al momento fu per me sufficiente ma passò poco tempo e la cicogna ritornò ad occupare i miei pensieri quando, alla perdita dei dentini papà mi consigliò di metterli sul davanzale, lei sarebbe passata e mi avrebbe lasciato il soldino. Ritornarono i dubbi, come allora chiesi come poteva sapere che l’avevo perso e come faceva a sapere dove abitavo. Papà venne informato da mamma delle precedenti spiegazioni, da buon venditore non ci mise molto a convincermi. L’ostetrica continuò per anni a fare il suo lavoro poi smise e si limitò a fare le iniezioni e a misurare la pressione. Dalle levatrici non andava più nessuno, era invecchiata, non godeva di buona salute, usciva poco di casa e nonostante le nipoti e il figlio abitassero vicini a lei passava molto tempo sola. In una casa tanto grande per avere compagnia decise di acquistare un animale, non prese però un gatto o un cane, portò a casa un merlo indiano nero, bello grande e predisposto a parlare. Lo posizionò  vicino alla finestra dello studio con il lettino corto e le stampelle con i cerchietti in alto,fossi stato piccolo e rompipalle avrei detto alla mamma che in quella posizione le cicogne si sarebbero spaventate e scappate,per fortuna per lei ero già cresciuto. Il merlo si adattò in breve tempo alla nuova abitazione, cominciò ad imparare a parlare e a ripetere con voce molto chiara  quello che gli insegnava la padrona. Quando qualcuno entrava nell’ appartamento dal fondo del corridoio si udiva una voce molto forte che diceva chi e’? chi e’? avanti, avanti, se l’ospite non era a conoscenza di questa presenza restava allibito e rispondeva. La sua padrona aveva un frasario semplice ed educato e i suoi insegnamenti andavano in una buona direzione mentre, la nuora rideva e parlava ad alta voce e qualche volta diceva qualche parolina non appropriata. In poco tempo il merlo al posto di dire solo chi e’?chi e’? Albertina dove sei? avanti avanti, imitava ridendo e parlando ad alta voce la nuora, diceva le parolacce, siccome la maggior parte delle volte le finestre erano aperte e il suo vocione molto forte lo sentivano tutti, questa piccola creatura metteva in imbarazzo la sua padrona e faceva ridere i vicini e chi passava per la strada.