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Mangiare bene e divertirsi

Scritto da Massimo Palazzo il 1 febbraio 2016
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Io e mia moglie siamo da sempre  interessati  a visitare città , paesini, nazioni,  conoscere persone, tuttavia, in questo continuo  girovagare alla scoperta delle meraviglie da vedere, proviamo altrettanto  piacere frequentare ristoranti, agriturismi,  malghe,  sagre  e tutti posti dove è possibile  gratificare  il gusto e
l’ olfatto. Nella nostra regione, il Veneto, le opportunità per trovare  dove gustare buon cibo non mancano. Sulle colline di Valdobbiadene, località conosciuta per i vigneti del prosecco, c’è un locale tra i più citati ultimamente da riviste e blog.  Si chiama l’ Osteria senza l’ Oste dove,  ci si serve da soli prendendo quello che si vuole e alla fine  si lascia l’offerta. Capita che qualcuno ne approfitti, si sa che il vecchio e usato detto che la mamma dei cretini è sempre incinta trova purtroppo conferma. In Alto Adige, regione bella e di buon cibo, una sera ci fermammo a dormire in un piccolo maso. Si trova in una località famosa con vasta offerta di hotel di lusso, alberghi e pensioni, noi fummo attratti da questa struttura e non ce ne pentimmo. Una  coppia di  anziani lo gestiva, avevano ampliato la loro principale attività  delle mucche da latte, con due camere sopra le stalle. All’interno della camera con arredamento molto vecchio ma ben conservato, non era evitabile il rumore delle stesse e i campanacci, l’ isolamento non era perfetto, il pavimento in legno ci fece ridere perché visti gli anni se si fosse rotto saremmo precipitati direttamente nel cumulo di  m…… Tutto sommato si rivelò una ninna nanna particolare e piacevole e il pavimento non si ruppe. Un profumino di cibo  inebriava tutta la struttura,  la proprietaria ci informò  che a breve ci avrebbe servito la cena. Tutto delizioso e i complimenti furono motivo di grande soddisfazione per la cuoca. Alla fine, senza  aver deciso nessuna portata, ci  aspettavamo un dolce di chissà quale prelibatezza, invece  presente all’ interno di un piatto bianco arrivò un mini vasetto di yogurt yomo. In Trentino si trova una malga talmente attraente e bella che Mela verde,  Linea verde, e riviste di settore  hanno fatto  servizi piacevoli. Il centro dell’ attenzione del locale è la signora Gianna, una donna fuori dal comune che gira per i tavoli in  abiti antichi, con infinita pazienza racconta la sua vita, i lavori e le tradizioni del posto. Qui  si viene per ritornare indietro nel tempo e  toccare con  mano  l’autenticità delle persone e il fiabesco che li circonda. Si mangia solo cibo prodotto dalla malga, hamburger patatine coca cola e altro non esistono.  Da qui è  passato pure George Cloney, la proprietaria l’ha trattato come un cliente qualsiasi, quando in seguito  hanno saputo di questa presenza c’è stato un incremento di clientela  femminile che chiedeva di appoggiare il lato b sulla stessa sedia di George. Vicinissimo al confine Veneto in Friuli, altra regione che non scherza per offerta di cibi e vini, in cima alla lista delle nostre preferenze una malga piccola e molto  vecchia,  arredata con  i materiali dei malgari e degli animali. Di locali simili  attorno ce ne sono parecchi ma, a differenza degli  altri che lavorano poco questo è sempre pieno. Oltre a mangiare molto bene, la famiglia che lo gestisce  è   simpatica e folcloristica. Si viene a pranzare e cenare  attirati dallo spettacolo di cabaret continuo, uno spasso.  La specialità è il frico, un piatto tipico friulano preparato con patate e formaggio di loro produzione, ne abbiamo provati tanti ma questo a nostro parere è il migliore.  Dalla montagna al mare, quando  in  primavera  visitammo le Cinque Terre. Trovammo una struttura dove  soggiornare   molto carina, curata in ogni particolare, il proprietario  ci diede varie  indicazioni per assaggiare le specialità della regione. Quella che più ci attirò si rilevò una scelta azzeccata. Il ristorante si trova all’interno di un paesino minuscolo in montagna . L’ ingresso lascia qualche dubbio poichè si ha l ‘impressione di entrare in una abitazione, tavolini e sedie di una volta  compongono l’arredamento in quello che era il salotto,  una veranda a  vetrata con ottima vista completa la superficie del locale. Marito e mamma in cucina, moglie a servire ai tavoli. Commensali 99% stranieri io e mia moglie italiani. La signora presenta il menù a voce alta tavolo per tavolo tutto in italiano, la sua conoscenza dell’ inglese è limitata al thanks. Questa è la prima stranezza la seconda sono le portate. Noi, e la maggior parte dei presenti, ordinammo la specialità della casa, fettuccine e  ravioli  al pesto. Quando arrivarono i  vassoi restammo scioccati dalle quantità, gli stranieri urlavano e fotografavano, i secondi i contorni  e i dolci vennero serviti  con la  medesima abbondanza. Per tutto quel ben di dio cucinato benissimo, con aggiunta di vino,  acqua, liquore fatto in casa e caffè  ci chiese 30 euro in due. Cercammo inutilmente le sere seguenti di ritornarci ma fu impossibile. Venimmo poi a sapere che i turisti stranieri, più che gli italiani, vengono a visitare questi posti avendo già prenotato per pranzare o cenare in quello che è un paradiso del cibo. Un locale che non ho ancora avuto la fortuna di frequentare si trova in provincia di Treviso. È gestito da sorelle che sono state cuoche al servizio di una delle più ricche famiglie italiane. Non si può andare in coppia,  accettano solo tavolate di 15/  16 persone e non tutti i giorni . Bisogna inoltre tener presente
l’ umore delle stesse, se durante la telefonata il tono di voce non è di loro gradimento non accettano la prenotazione, se il giorno stabilito non se la sentono di cucinare rimandano tutto, inoltre, il locale non è sempre aperto.  Da fuori è difficilissimo da individuare, una piccola porta  d ingresso di un bar che non è un bar  dà ‘impressione immediata di non voler apparire.  Un giorno lo vidi aperto ed  entrai a bere un caffè, notai quanto fastidio avessi dato loro, chiesi  se avevano il ristorante e se potevo prenotare? mi risposero di no. La mia speranza è di poter un giorno poter provare la loro cucina, indipendentemente dal prezzo molto  molto alto, chi ha avuto la fortuna di andarci me ne ha parlato con  una tale soddisfazione per il gusto e la preparazione dei piatti di un livello stratosferiche. Vietate foto e complimenti. Poco lontano da loro nascosto nel bosco c’è un antico casolare ristrutturato in maniera impeccabile. Un posto raffinato aperto pochi giorni la settimana e negli ultimi anni  richiesto per matrimoni di una certa classe. Con prezzi accessibili a tutti la cucina è veramente sublime, il menù fisso segue la stagionalità e le portate sono numerose. Tutto rigorosamente fatto, allevato e coltivato in casa. L’ ultima volta che ci andammo fu durante il periodo della zucca. Ci vennero serviti gnocchi  all’ interno di una zucca, svuotata, con la parte alta tagliata a coperchio. Quando decidiamo di andarci cominciamo a digiunare  due giorni prima. Da qualche anno ha chiuso un posto caratteristico ed antico nel centro città di Treviso. A parte l’arredamento particolare e che si mangiasse bene,  l’ attrazione era il modo e  l’ abitudine del proprietario di presentare  il menù . Si sedeva  a tavola e lo illustrava piatto per piatto, già  questo poteva apparire strano ma, il suo modo di fare e di illustrare le pietanze, gli ingredienti e come venivano cucinati,  scatenavano un appetito che aumentava di portata in portata, la salivazione si faceva sempre più consistente  e le deglutizioni in eccesso. Se avessi un ristorante copierei questo metodo,  non so se con gli stessi risultati   , di una cosa sono sicuro, che  il commensale sarà  più attento e  attratto rispetto a  una presentazione  fredda di un cameriere   in piedi con un blocchetto.  In Svizzera, nel Canton Ticino  in una località  sul lago, uno meritevole di frequentazione è un grotto. Tipico nome ticinese, l’equivalente di una nostra trattoria, all’ aperto,  con tavolate comuni pertanto chi capita capita , a noi  è successo  di cenare con tre quattro coppie di diverse nazionalità. Apre alle 19 ma alle 18/30 c’è la coda ad aspettare. Il menù è quasi sempre lo stesso, antipasti , pasta , spezzatino con polenta, anche in pieno agosto a 40 gradi, vino a volontà, insalata e contorni vari , tre o quattro tipi di crostata e caffè in moka. Il servizio è uno spettacolo, si parte  con gli affettati,  una volta finiti i rimasugli vengono prelevati da un cameriere con le mani, alcuni stranieri si sentono  in imbarazzo, dopodiché arriva  la pasta portata dal proprietario con un pentolone enorme, seguito da un aiutante con  uno di  uguale grandezza con formaggio grattugiato. Vengono serviti nel piatto con la stessa delicatezza che usa un muratore per costruire un muro di cemento, se il locale come di consueto  è pieno, nessuna preoccupazione i camerieri passano in piedi sulle panche. Il proseguimento del servizio con le altre portate non cambia, non vengono rifiutati bis o tris delle stesse, per ultimo le crostate e liquori lasciati  sui tavoli e ognuno ne prende quante ne vuole. E non finisce qui. Il proprietario è la  maggior attrazione del locale, poliglotta super interessato alle donne che non manca di corteggiare con dichiarazioni e commenti ad alta voce anche di fronte a mariti e fidanzati, tante sono cadute e cadono tuttora nella  rete, tre lo hanno portato all’ altare e  dato anche diversi figli ma, nonostante gli sbagli non esiste né medicina ne cura per la sua malattia. Vale la pena  frequentare questo Grotto per il cibo, lo spettacolo e gli incontri. Da poco abbiamo trovato una chicca  dall’ altra parte dell’oceano.  È italiano,  di strano c’è  che di solito non ne frequentiamo mai   all’estero. Questo fu come amore a prima vista e non ce la sentimmo  di non provarlo. In vetrina un addetto  prepara  tortellini,  cappelletti, tagliolini e spaghetti  a mano  come un tempo di fronte a molti incuriositi ed attenti turisti . Dal produttore al consumatore. Abbiamo prenotato ed aspettato un’ ora prima di poterci sedere e fare una full immersion nel gusto. Il servizio dei piatti è spettacolare. Quando gli spaghetti sono pronti arrivano con un carrellino con una forma di parmigiano tagliata a metà e leggermente svuotata. Con una piccola spatola il cameriere ricava  delle piccole scaglie di parmigiano, versa il sugo
all’ interno della forma e miscela con le medesime, nel frattempo chi segue la scena è completamente inebriato dal profumo, per  ultimo aggiunge gli spaghetti e rimescola, li preleva e li serve nel piatto. Il servizio del tiramisù non è meno appariscente del primo: il cameriere si presenta  con  un vassoio dove ci sono:  un piattino  con i savoiardi,  moka Bialetti , contenitore  cilindrico in alluminio con  crema mascarpone e il cacao. Inzuppa i savoiardi con il caffè della moka, ci versa sopra  la crema e termina con la spolverata di  cacao. Abbiamo cenato benissimo, proprietari gentili ed attenti a non snaturare  la miglior cucina del mondo . Sempre oltre oceano,  un ristorante dedicato ad un personaggio di un film che ha avuto un grande successo. Molto frequentato e con parecchia attesa per poterci entrare, è specializzato in gamberi fritti. Complice il fatto che la cameriera deve essersi sbagliata con l’ ordinazione ne abbiamo assaggiati una quantità incredibile , ben innaffiata da buona birra e senza nessun problema di digestione, veramente un top. Con i locali frequentati mi fermo qui ma, continuerei con  alcuni  nostri prossimi  desideri. Il primo in cima alla  lista   sarebbe il  ristorante invisibile con la cena al buio. Ideato dall’ istituto dei ciechi  è uno dei modi migliori per  capire meglio cosa provano i non vedenti e, non meno importante, mangiare  con calma, scoprire  i cibi attraverso l’olfatto e il gusto evitando la visione,  aggiungo senza smartphone a portata di mano. Tutto il personale è non vedente, parte dell’ incasso andrà all’ Unione ciechi. Sono talmente attratto da questa esperienza che mi sono in parte informato su alcune indicazioni comportamentali. Tenere sempre le mani basse sul tavolo per non rischiare di rovesciare le bottiglie, alle ore dodici il pane, all’ una la bottiglia dell’acqua, alle tre le posate, alle 6 il tovagliolo , alle 10 il vino bianco alle 11 quello rosso. Il bianco sarà riconoscibile  perché è fresco. La bottiglia dell’ acqua minerale avrà un oggetto sul collo. Uso del  coltello minimo. Il secondo lo potrei riservare per una ricorrenza importante,  vista l ‘originalità  ma sono sicuro basterà la sorpresa per impreziosire l’ evento. Solo per due, il ristorante più piccolo del mondo. Per chi ama la riservatezza, l’eleganza e per stupire la compagna.  Interessante a  Milano, organizzato dall’ATM , azienda di trasporti milanesi   mangiare sui tram attraversando i luoghi più belli della città. Ancora in Lombardia una locanda famosa in tutto il mondo. Si viene introdotti in un atmosfera che rievoca i lavori della fattoria. L’aperitivo viene servito con una vecchia pompa a spalla per fertilizzanti, i ravioli vengono portati in tavola con un trattore, l’ ammazzacaffè si beve con gli imbuti e alla fine sfilata dell’asinello.

L’avventura continua…