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Il museo della non memoria a Tblisi

Scritto da Raffaele Miraglia il 4 novembre 2011
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Che tra georgiani e russi non corra buon sangue dovrebbe essere noto a tutti. Abkhazia e Ossezia del Sud suonano come nomi esotici alle nostre orecchie, ma probabilmente qualcuno di voi ricorda la recente (agosto 2008) guerra che lì ha imperversato.La Georgiaritiene quelle due regioni sue terre, quelle due regioni, con il sostegno dei russi, ritengono di non far parte della Georgia.

Non stupisce, dunque, che un intero piano del più moderno tra i musei di Tblisi, la capitale georgiana, sia dedicata al periodo dell’occupazione russa.

Sebbene la Georgia abbia fatto parte della Russia dal 1783, salvo una breve indipendenza tra il 1918 e il 1921, il museo è dedicato solo al periodo dell’occupazione russa dal 1921 al 1991, anno in cui il paese si rese indipendente dell’ex Unione Sovietica. Dal 1992 al 2003la Georgia è stata governata, peraltro, da Eduard Shevardnadze, ex Ministro degli Esteri dell’Unione Sovietica fin dal 1985 ed ex segretario del Partito Comunista Georgiano a far data dal 1972 (si dimise quando diventò ministro).

Come tutti i musei che ricordano epoche di oppressione, anche quello di Tblisi è pieno di foto e di didascalie che ricordano le persone che furono perseguitate durante il periodo dell’occupazione russa. Non mancano alcuni filmati sui recenti eventi bellici. Quel che stupisce è che mai si menzioni il fatto che proprio un georgiano abbia governato l’occupazione russa e, addirittura, l’intera Russia dal 1922 al 1953 e, dunque, per 31 dei 70 anni del periodo incriminato. E, peraltro, quasi tutte le persone perseguitate e ricordate nel museo vissero e morirono proprio in quei 31 anni. Visitando quel museo non saprete mai che Stalin era georgiano e non russo! Ironia della storia, l’unica opera teorica che Stalin scrisse si intitola “Il marxismo e la questione nazionale”.

Chissà se a Mosca verrà mai in mente a qualcuno di aprire un museo sull’occupazione georgiana della Russia?

Detto questo, non perdetevi l’unico altro piano attualmente aperto del museo, quello del Tesoro, con ori del periodo dal terzo millennio al secondo secolo avanti Cristo: una meraviglia!