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Non è mai troppo tardi

Scritto da Massimo Palazzo il 1 maggio 2014
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Non è mai troppo tardi  e’  stata una trasmissione di grande successo che prese il via nel 1960 e continuò fino al 1968,  una storia importante del nostro paese recentemente ricordata con una fiction  che ho seguito con partecipazione . Il  merito della notorietà e del seguito del programma  è da attribuire ad  Alberto Manzi,  l’ insegnante  che venne scelto per condurla . Con i suoi metodi, a quei tempi rivoluzionari permise a molti  italiani di imparare a leggere e a scrivere . La Rai che   aveva da tempo l’idea di questa trasmissione per  combattere l’ analfabetismo,  era alla ricerca di un insegnante capace e, uso un termine del giorno d’ oggi che bucasse il video. Il problema era ,  che tra raccomandati di prima  di seconda e di terza fascia  , oltre a normali insegnanti di ogni parte, non riuscivano a trovare quello giusto . Manzi convocato  per un provino si rifiutò di  seguire il copione  e  propose  il suo metodo.  Si fece comperare dei grossi fogli dove,  per insegnare una  lettera  iniziava con un disegno a carboncino che , fino alla sua conclusione non si capiva cosa fosse in modo tale da tenere attaccati al video e incuriositi i telespettatori cioè’ gli alunni. La  trasmissione  ( si trovano i vecchi filmati in bianco e nero su youtube)  andava in onda prima di cena ed era seguitissima . Io non l ‘ ho mai dimenticata poiché’ ,  seppur  nell’ ottobre del 1963 fossi  piccolo e  frequentavo la prima elementare,   papà e mamma volevano  che seguissi le lezioni e si divertivano con me.  A volte non ci ricordavamo che iniziasse allora era una corsa a cercare un quaderno , una penna,  che non si sa’ come in quel momento  non si trovava.  Papà cercava ovunque, se la ricerca non aveva buon esito correva in soffitta e,  da un baule che io chiamavo magico me le portava per far si che io potessi scrivere ed imparare quello che diceva il maestro Manzi. Seguivo molto attentamente le lezioni perché’ attratto dal modo di disegnare del maestro e la mia attenzione era dovuta dal fatto che volevo arrivare primo a capire cosa stesse disegnando. Nella palazzina dove abitavo c’erano altri quattro appartamenti , ad esclusione della mia vicina  Mariuccia,  che non aveva il televisore,  gli altri lo possedevano ed erano persone che sapevano già leggere e scrivere. Nelle case  vicine invece erano parecchi a non  averlo  e altrettanti a non  saper  leggere e scrivere,  per poter seguire le lezioni e imparare  si organizzavano per riunirsi  nelle case di chi  aveva la scatola magica ,  oppure si recavano  al bar Roma. Qualche volta  ci recammo anche noi  al bar e siccome  era bella   l’atmosfera che trovavamo, ci andavamo volentieri,  sembrava di assistere alla serata finale del festival di Sanremo, ai quiz di Mike Buongiorno o ai  mondiali di calcio. Tutti stavano in rigoroso silenzio e seguivano attentamente il maestro Manzi , se qualcuno disturbava gliene dicevano di tutti i colori. Manzi una persona di grande spessore che sono contento a distanza di anni ricordato in una fiction ben fatta e che ha fatto conoscere stili di vita di un tempo genuini e belli che ho avuto la fortuna di seguire personalmente.