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Il Bar Roma

Scritto da Massimo Palazzo il 1 novembre 2013
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Al quartier Paradiso c’erano tre bar poco distanti l’uno dall’ altro, il Bar Roma nella posizione più centrale, alla sua sinistra  quello del Signor Cosimo,  il terzo  dalla parte opposta  della strada.
Rispetto ai primi due quest’ultimo, aveva  un aspetto esterno e interno infelice come i loro proprietari,  sfortunatamente colpiti dalla disgrazia della perdita del figlio Giancarlo in un incidente d’auto.

Il poco lavoro e il dolore tolse loro la voglia di farlo funzionare e tenerlo aperto. Tra i tre  il Bar Roma era  il più frequentato  e  più grande.  L’arredamento  tipico di quei tempi era  accogliente, aveva  le  sigarette e i valori bollati ,  il  biliardo,  gioco delle bocce, fu’ il primo a mettere la televisione e il juke box,  mancava il Totocalcio che aveva il bar Cosimo.

Lo gestivano  padre e madre, aiutati dal figlio e dalla figlia maggiore. Il grosso del lavoro lo svolgevano i genitori, brava gente, poco propensa ai pettegolezzi. Il padre meridionale, aveva un  carattere chiuso con   idee  a volte strane. Una tra le più discusse riguardava i capelli rossi  molto lunghi della figlia più piccola. Secondo lui non li poteva tagliare poichè facendolo  si sarebbero attirati il malocchio. A parte queste bizzarre e rare manifestazioni che i frequentatori poco consideravano, svolgevano come già accennato il loro lavoro in modo egregio. La moglie era  tranquilla , tutti avevano una buona opinione di lei, la figlia maggiore era la sua fotocopia morfologicamente e caratterialmente, il figlio aveva un carattere  strano, sembrava molte volte sul punto di avere una crisi di nervi, l’altra sorella era piccola e  la si vedeva poco. Il bar funzionò bene per tanti anni fino a quando  venne assunto un cameriere  con precedenti esperienze in bar  del centro città.  Cominciò a collaborare con loro e non si e’ mai capito come in poco tempo,  riuscì a convincere la coppia a trasformare l’antico locale in uno completamente nuovo e di lusso, senza che ce ne fosse bisogno visto che gli affari andavano bene. Non era difficile immaginare l’ inutilità‘ della scelta.

Partirono i lavori di ristrutturazione, comperarono un arredamento nuovo e moderno superiore in qualità ed estetica ai migliori bar del centro. In   una sala misero numerosi e costosi biliardi , l’ambiente cambiò totalmente, l’ideatore di questa trasformazione lavorava in  giacca bianca con le spalline dorate. Dopo la fastosa inaugurazione e un piccolo periodo dove la gente entrò più per curiosità che altro, il bar cominciò a lavorare sempre meno. Avevano snaturato le caratteristiche del locale, più  adatto ad una posizione del centro città, I prezzi stessi non erano più in linea con le tasche degli abituali frequentatori.  I proprietari non ci misero molto a rendersi conto dell’errore commesso ,  provarono un grande dolore nel vedere anni di sacrifici andare in fumo per una scelta azzardata ed infelice.  Inevitabile fu’ la  chiusura, tutto l’arredamento svenduto , dopo qualche mese al posto del Bar Roma subentrò un altra attività.

I figli, dopo un breve periodo,  presero in affitto un piccolo locale  a pochi metri di distanza dal loro precedente bar, cercarono di ripartire ma senza successo. Dopo pochi anni i genitori morirono, la figlia maggiore si sposò, il fratello trovò lavoro come  guardia notturna. Negli anni seguenti al posto del Bar Roma subentrarono  diverse  attività che aprirono e chiusero in rapida successione.
I vecchi abitanti del quartiere lo ricordarono per molto tempo  con nostalgia.