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L’olio degli Dei

Scritto da Alfredo Zavanone il 1 ottobre 2012
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Gli antichi Egizi attribuivano ad Iside l’invenzione dell’arte dell’oleificare, mentre per i Greci era Atena la divinità depositaria di questa virtù. Il primo olivo della storia è quello del Getsemani, 3000 anni fa, mentre i più antichi in Italia sono in Sardegna e Puglia. In Spagna dal Maestrat si ricava un prezioso extravergine oggetto di un Presidio Slow Food, mentre in Marocco si estrae l’olio di argan dalle armelline, in Svizzera dalle noci, in Guinea Bissau dai frutti delle palme selvatiche.

Il colore è intenso e l’aroma tostato, è utilizzato per condire il cuscus, la carne e il pesce e per preparare l’amlou beldi, dolce tradizionale e unguenti cosmetici. In alcune zone della Svizzera alcuni mulini ancora si dedicano all’estrazione a caldo dell’olio di noci, aromatico e con gradevole sapore alla frutta secca tostata, sostituito poi dal burro, margarina o altri olii vegetali. Dalla parte rimasta dopo l’estrazione si ricavano farina da torte oppure snack croccanti ed infine ecco l’olio di palma, prodotto al 90% in Malesia ed Indonesia e disponibile in commercio in diverse varianti: sbiancato, raffinato, frazionato. Ultimo della serie quello di palma selvatica, ricco di vitamine per la dieta africana, basata su cereali e legumi.

Nel momento dell’acquisto prestare sempre attenzione all’etichetta: olio extravergine d’oliva, olio vergine d’oliva e olio d’oliva sono le tre principali distinzioni sulla base del grado di acidità e il terzo si ottiene miscelando oli vergini e oli raffinati, quindi non commestibili che diventano poi tali dopo un procedimento chimico.

Per capire meglio la zona di provenienza del prodotto prediligere sempre quelli a Denominazione di Origine Protetta, così come gli Igp che costano 7-8 euro al litro ma garantiscono la migliore qualità in assoluto anche perché devono riportare obbligatoriamente la dicitura dell’annata di raccolta.

In Piemonte l’olio è un autentico business grazie all’Associazione Piemontese Olivicoltori che ogni anno si riunisce a Moncalvo(At) ed uno dei produttori storici è Valentino Veglio da Patro, mentre a Olivola, fra Asti e Casale, Anita Aquilino, amministratore delegato di un’agenzia viaggi milanese e Vicepresidente dell’Associazione ha riconvertito la sua azienda agricola(4 ettari) che adesso si occupa esclusivamente di olio con 1500 piante e la Bianchera come prodotto di punta.

“La qualità dell’olio piemontese è straordinaria” sottolinea Pier Luigi Baratono, Presidente dell’Associazione e residente a Vialfrè (To) al quale si affianca il Consorzio di Tutela guidato da Marco Giachino “ e questo consente di ottenere prezzi molto concorrenziali”.

L’olio extravergine arriva fino a 30 euro al litro e possiede ottime qualità organolettiche e ridotti contenuti di acidità, oltre ad un profumo ed una finezza unici. Gli ettari coinvolti dai 907 produttori sono circa 250 per 400 quintali di olive all’anno e le zone di maggior attività sono Canavese, Monferrato, Saluzzese, Biellese e zona laghi. La provincia di Torino detiene il 50% della produzione, seguita a ruota da Alessandria, Asti e Cuneo.