www.faronotizie.it - Anno XIV - n. 162 - Ottobre

Buon 2020!

Scritto da Giorgio Rinaldi il 6 gennaio 2012
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Il Mondo corre veloce, e noi qui ancora a discutere con quattro ex governanti, improvvisati, impresentabili, goffi ed ignoranti, che hanno portato il Paese alla rovina.

Si prospettano grandi sfide per l’Umanità, e noi qui ancora a parlare delle licenze dei tassisti o dell’esclusiva sulla vendita delle medicine nelle ipertutelate farmacie.

Qualche anno fa i cinesi acquistarono tutto l’acciaio che trovavano in giro, fabbriche comprese.

Noi italiani fummo i primi ad essere felici degli affari che facevamo, esultando per lo smantellamento di tutte le fabbriche e l’abbandono del sogno calabrese del Quinto Centro Siderurgico a Gioia Tauro.

Poi, ci siamo svegliati e abbiamo “scoperto” che i cinesi possedevano il monopolio mondiale dell’acciaio e che, anche per produrre un solo computer o un telefonino, dovevamo chiedere alla Cina di vendercelo.

Da qualche tempo la Cina sta acquistando terre coltivabili in tutto il Mondo.

Se il trend  prosegue, in breve avrà il controllo dell’alimentazione mondiale.

Per mangiare, tra qualche anno, a chi dovremo chiedere il permesso?

E, questo permesso ci verrà accordato?

E, a quale prezzo?

Gli studiosi, tra questi il sociologo De Masi, per esempio, prevedono che nel 2020 la popolazione mondiale sarà cresciuta di un altro miliardo.

Saremo più longevi, ancorché gli analfabeti e i misantropi un po’ meno, e circa un decimo della popolazione sarà obeso.

La spesa sanitaria pro capite crescerà enormemente negli ultimi due anni di vita di ciascuno di noi.

Gli oggetti ad alto contenuto tecnologico saranno sempre più microscopici e l’ingegneria genetica farà la parte del leone.

Cina e Stati Uniti saranno i Paesi più ricchi del Mondo e altri (il Brasile, per esempio) saranno in corsa per diventarli.

Il Mondo, complessivamente, sarà più ricco, e le disuguaglianze cresceranno alimentando accese conflittualità sociali: si pensi solo che una mucca da latte in Europa riceve un sussidio di 913 dollari US, mentre un abitante dell’Africa sub-sahariana appena 8 dollari US.

Ci sarà sempre meno posto per i lavori esecutivi, manuali e intellettuali, che saranno trasferiti nei paesi dove il lavoro costa meno.

L’informatica sarà la parte più importante della nostra vita.

Meccanizzazione, informatizzazione e trasferimento di lavoro comporteranno la riduzione dell’attività lavorativa a meno di un decimo dell’aspettativa di vita (circa 85 anni).

Il resto sarà tutto tempo libero.

Come lo utilizzeremo?

L’industria vacanziera, quella cosmetica, del benessere fisico etc. sono pronte?

Il 60% degli studenti e dei laureati saranno donne, molte delle quali non si sposeranno e avranno comunque dei figli (a quest’ultimo dato gli uomini continueranno a restare estranei…).

Si potrebbe continuare ancora, ma è sufficiente per capire di come muterà la realtà che conosciamo, cambierà il modo di pensare e di relazionarsi.

Trasformazioni che in parte stiamo vivendo e della cui portata rivoluzionaria forse ancora non ci rendiamo conto.

L’anno che ci lasciamo alle spalle è stato un anno terribile per l’Italia e gli italiani.

Mai come il 2011 l’Italia ha toccato il fondo della credibilità e del prestigio internazionale.

Mai come il 2011 le assicurazioni della mattina si sono rivelate delle sciocchezze all’imbrunire.

Ci è stato detto che i conti erano in regola e dopo qualche ora che invece eravamo sull’orlo del fallimento.

Manovre economiche cambiate a distanza di minuti.

Riforme scritte da incapaci che non hanno mai saputo di cosa stavano occupandosi.

Ministri da operetta che neanche la fantasia del più fervido autore di barzellette avrebbe potuto mai immaginare.

Ciò nonostante, seppur malconci, siamo ancora in campo.

Del Governo attuale non aspettiamoci grandi cose.

I suoi componenti sono persone serie e preparate, ma – da professori universitari qual sono – abituate alle dissertazioni teoriche, a non prendere posizione a favore dell’uno o dell’altro.

Per loro due più due deve fare quattro, senza preoccuparsi di chi sarà a mettere due o chi metterà zero.

Uno Stato è cosa ben diversa da un’azienda, diversamente da quanto sostenevano i neo liberisti, come abbiamo imparato a nostre spese e a caro prezzo…

Sono stati chiamati per rimettere i conti a posto, per rimediare allo scempio di anni di gestione allegra e dissennata.

Certamente non faranno mai le corna all’indirizzo del Capo dello Stato né ci faranno vergognare all’estero di essere italiani.

E, forse, potremo cominciare a pensare seriamente al 2020.

Buone opportunità a tutti.