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La zappa da 7 chili

Scritto da Giorgio Rinaldi il 1 febbraio 2014
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Continuamente dai nostri governanti arrivano segnali inquietanti.

L’inquietudine è data dalle dichiarazioni di politici e politicanti di diversa risma che a raffica ci giungono da giornali, radio e televisioni, oltre che dai vari provvedimenti legislativi che man mano  vengono assunti.

Di quelli che non vengono presi, volontariamente o meno, più o meno necessari, non basterebbero giorni ad elencarli.

La FIAT se ne va, dopo avere ingurgitato montagne di soldi pubblici, senza neanche salutarci.

Noi, con supponenza, ci giriamo dall’altra parte.

Le grandi industrie italiane se le sono pappate e se le stanno pappando i tedeschi, e noi qui ad ascoltare ridicoli impegni di blocco di traslochi industriali o criminali discussioni su una ripresa a breve dell’economia, salvo poi sentirci dire che era tutto uno scherzo.

La disoccupazione galoppa, l’economia ristagna e noi mandiamo una intera Commissione Parlamentare in India non si capisce bene a fare cosa, se non ad amplificare una manifesta incapacità di risoluzione del problema.

Si varano nuove tasse, dopo epiche ed indimenticabili discussioni su come chiamarle, e si fissano le scadenze, si stabiliscono le sanzioni ma non si dice quanto bisogna pagare (neanche i famosissimi Squallor nelle loro esilaranti canzoni-senza senso sarebbero stati capaci di tanto) : centinaia di migliaia di cittadini sballottati da un ufficio all’altro per capire quanto sangue bisogna offrire alla Patria.

Un senatore, che viene continuamente deriso in televisione, sui giornali, per radio, sul web e chi più ne ha più ne metta, viene nominato in un alto incarico istituzionale e gira per il mondo assicurando che presto farà riunire la Corea del Nord e quella del Sud con il solo ausilio di una bella pizza da Mario a Margellina, a tacere altre simili corbellerie.

Il ricordo di Petrolini è travolgente: il senatore si è ritrovato senatore solo per un imperscrutabile Disegno Divino e lui non ha colpa di cotanto oltraggio; ma quelli che lo hanno indicato per quell’incarico e gli altri che lo hanno permesso, in quale girone dell’inferno dantesco dovrebbero soggiornare per l’eternità ?

Poi ci indigniamo quando la stampa internazionale ci tratta da pagliacci da circo equestre di paese e l’India gioca con noi come il gatto con il topo.

Credo che mai come ora si sia raggiunto e superato il limite dell’idiozia, ignoranza e malafede di gran parte della nostra classe dirigente e consiglieri vari.

Abbiamo un manager pubblico che fa parte di 25 consigli di amministrazione di grandi enti ed è a capo dell’immenso istituto di previdenza statale.

E’ di solare evidenza che, anche volendo, il nostro novello superdirigente  a malapena potrebbe guidare il solo colosso delle pensioni, figuriamoci, in contemporanea, il resto.

Eppure, noi siamo il Paese pronto a punire qualunque dipendente che presti anche una minima attività lavorativa oltre l’orario normale di lavoro, perché così “sottrae energie lavorative al datore di lavoro”, mentre premia con laute prebende un boiardo di Stato assicurandogli incarichi nella consapevolezza che mai potrà assolverli al meglio.

Sembra che al mattino, al momento di uscire di casa, la prima cosa alla quale è necessario pensare è scoprire dove i nostri governanti ci fregheranno, quale magagna hanno architettato, ovvero se hanno pensato a qualcosa di utile per gli amministrati o quale castroneria hanno combinato, o quale potentato economico hanno favorito.

Prendiamo per esempio un ultimo provvedimento governativo di fine anno, a detta di chi lo ha assunto (e degli esperti giuridici che lo hanno suggerito)  a favore dello snellimento dei processi (…).

Una delle norme prevede la responsabilità del legale nel pagamento delle spese alla controparte nel caso di condanna per cosiddetta lite temeraria.

Non è questa la sede adatta per stigmatizzare un provvedimento che mina lo stesso diritto di difesa e lede il dettato costituzionale, per la compressione delle scelte difensive che non possono certo essere oggetto di sanzione, visto che il cliente del legale, qualora chiamato a pagare (come oggi avviene nelle remotissime occasioni in cui capita una condanna per lite temeraria) nel caso di responsabilità di questi, ben potrebbe rivalersi sul proprio patrocinatore, come è ovvio e normale che sia, ma qui un altro aspetto, molto sostanzioso, lo si può individuare: il necessario ricorso a nuove polizze assicurative per coprire il rischio professionale o maggiorazioni di premio per quelle già stipulate.

Un regalo di fine anno alle compagnie di assicurazione che nei loro consigli di amministrazione hanno sempre visto schiere di politici (qualche nostra conoscenza famosa ne è anche proprietaria).

In una trasmissione radio molto seguita, ogni tanto mandano in onda un frammento di una telefonata di un ascoltatore che rivolgendosi ai politici dice: la zappa ci vorrebbe, la zappa di 7 chili.

Come dargli torto ?

 

 

One Response so far.

  1. pat58 scrive:

    Circa la responsabilità del legale il plauso è arrivato dagli operatori sanitari, questa volta meritato: forse non hai idea di quanti medici sono costretti ad andare nei tribunali a discutere del nulla, per colpa di chi “ce prova” per un facile risarcimento. Per il resto… ben venga la zappa!