www.faronotizie.it - Anno XIV - n. 162 - Ottobre

SPY

Scritto da Giorgio Rinaldi il 1 novembre 2013
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La tecnologia negli ultimi due decenni ha fatto passi giganteschi.

Cose che trent’anni fa non avrebbero immaginato neanche gli scrittori di fantascienza più bravi, oggi sono una realtà a portata di tutti.

Un telefonino, per esempio, può essere agevolmente clonato anche da un ragazzino; le telefonate effettuate, gli sms inviati e ricevuti possono essere visionati da chiunque abbia un po’ di dimestichezza con l’informatica.

Un telefono spento può essere usato come un registratore e video-camera, all’insaputa del suo proprietario, semplicemente agendo su un codice numerico.

Le città pullulano di telecamere installate ad ogni angolo.

I satelliti riescono a vedere anche il basilico che cresce nel vaso sul davanzale della finestra.

Qualunque nostra azione  è continuamente monitorata e lascia traccia ovunque.

Difficile tornare indietro.

Il Grande Fratello oramai ha messo solide radici e crescerà sempre di più.

La grande criminalità e i terroristi hanno escogitato strategie di ritorno al passato per sconfiggere quelle del futuro: dai “pizzini” alle istruzioni orali, dai telefonini intestati ad insospettabili, o addirittura defunti, con conversazioni in codice abusando di espressioni dialettali che nessun computer al mondo sarebbe in grado di decifrare (come durante la seconda guerra mondiale l’esercito degli Stati Uniti  utilizzava i nativi americani di una stessa tribù – navajo, cheyenne, sioux…- per le comunicazioni radio facendo impazzire i tedeschi che ascoltavano).

Così, nella grande rete delle intercettazioni e dei controlli restano imprigionati per lo più le persone per bene che non hanno nulla da nascondere, o qualche rubagalline.

Nel mare magnum dello spionaggio il compito che è affidato allo Stato è quello di proteggere i propri cittadini da indebite ingerenze e di avere il controllo su chi i dati deve custodirli.

Il caso italiano è emblematico.

Mentre miliardi di informazioni si spostano a velocità della luce da un Continente all’altro e internet è diventato un immenso buco nero dove ogni dato è risucchiato nel web e non più restituito, la nostra privacy è affidata all’Autorità Garante della Privacy che, in anni di indefesso e lautamente retribuito lavoro in ovattate stanze, ha prodotto un registro al quale ci si può iscrivere,  dopo debita comunicazione con raccomandata a.r., se non si vuole essere disturbati a tutte le ore da operatori commerciali.

Ma non solo: ha previsto addirittura l’onere, per chi vuole installare una video camera nei pressi della propria abitazione o ufficio, di comunicarlo, sempre a mezzo raccomandata a.r., all’Autorità Garante, nonchè l’obbligo di firma di un modulo per autorizzare qualcuno a trattare i propri dati personali (si pensi al medico che deve essere autorizzato dal paziente a custodire la cartella clinica!).

Nell’era delle tecnologie più sofisticate, dove puoi essere spiato, visto, fotografato, intercettato, ascoltato a chilometri di distanza…, il codice penale e le Autorità di Garanzia sono rimasti a previsioni di fatti che ben potevano essere usuali ai tempi delle Crociate.

Che dire, poi, delle aziende operanti nel settore strategico delle telecomunicazioni?

In un mondo che si avvia sempre più ad informatizzare ogni momento della vita umana, dove tutto si dovrà e si potrà fare solo via internet, il settore è stato prima privatizzato e poi, man mano, alienato ad aziende straniere.

Cosa potrebbe capitare se il proprietario dell’azienda di telecomunicazioni “X”, cittadino di una nazione in conflitto (non necessariamente armato) con la nostra, decidesse di ordinare il blocco di tutte le comunicazioni anche per soli 10 minuti ?

Chi fa uso ordinariamente del computer sa che se fa delle ricerche su un qualsiasi prodotto, immediatamente dopo su ogni sito che visiterà gli apparirà inevitabilmente una pubblicità mirata con prodotti simili a quelli oggetto della ricerca e localizzati nella zona di propria residenza.

Cosa succederebbe se chi ha il controllo delle telecomunicazioni inizia ad immettere dati per orientare le nostre scelte politiche ?

Con le TV non vale neanche la pena soffermarsi per denunciare la gravità di incontrollati controlli: le fortune politiche di Berlusconi e di tanti altri personaggi di scarso e scadente spessore, che grazie alle continue presenze in TV hanno ricoperto incarichi di cui la stessa Dea Bendata si vergogna ogni giorno, sono note.

In questi giorni è scoppiato lo scandalo dello spionaggio USA a 360°.

Davvero si può credere che nessuno sapesse o sospettasse?

Davvero si può pensare che Obama nulla sapesse dello spionaggio di altri Capi di Stato, la cui grave responsabilità se la sarebbe assunta autonomamente qualche funzionario governativo?

Tutti spiano tutti, e tutti lo sanno, basta solo fingere di meravigliarsi.

L’importante è come difendersi.

In nome di una non meglio identificata sicurezza, si è creato uno Stato poliziesco dove la nostra libertà è solo apparentemente garantita: i nostri spostamenti sono costantemente monitorati, dall’acquisto di un biglietto per il treno al telepass, i nostri acquisti, che implicano anche conoscenza dei nostri gusti, archiviati in mille modi dalle nostre carte di credito, i nostri movimenti bancari a disposizione del fisco, le nostre passeggiate seguite da migliaia di telecamere, i nostri telefonini facilmente intercettabili e identificabili.

Non c’è momento della nostra vita che non sia conosciuto o conoscibile.

E questo è gravissimo.

Ma, poiché al peggio non c’è mai fine, basta vedere in televisione la faccia di chi questi dati li conosce e li custodisce per essere seriamente preoccupati anche di più.

Sono gli stessi che hanno bloccato le Istituzioni per mesi a discutere dell’abolizione dell’IMU salvo poi cambiare solo il nome, certi che la stupidità degli italiani, che continueranno imperterriti a dare loro credito, sia indistruttibile.

Non so a voi, ma a me tra pitoni, giaguari, caimani, trote, squali, falchi, colombe… viene la pelle…d’oca.

Abbasso gli animali al potere.

 

 

One Response so far.

  1. Capisco il tuo sfogo, da buon animale politico. Mi auguro che tu non fraintenda, alla mia età, 18-81, sono stanco di aria fritta (dalla politica alla pubblicità), e cerco spazio nella manutenzione della mente e dello spirito. con il corpo che impegna sempre più spesso le competenze fortunatamente in continuo progresso…

    Viviamo in un paese bellissimo, invidiabile, invidiato e siamo costretti a subire volenti o nolenti invasioni di campo personali e di diritto anche di gruppo. Da qualche mese sono diventato riluttante a seguire la nostra carta stampata e quella sullo schermo, che di ogni scorreggia tende a farne diarrea.

    Sanno tutto di ciascuno di noi? Che vuoi che ti dica, non posso farci nulla, i cortei non servono, le lettere quanto meno, le canzoni… forse sarebbe il modo!
    CANTO E MI RIVOLTO! Come sarebbe gradito ricordare solo gli episodi più belli, il piacere più spontaneo, godere il nutrimento come piacere ed il respiro con il sorriso: tenerte la bocca più per baciare che per cianciare.

    Non vado oltre, solitario difensore della libertà umana, di piacere, di pensiero, di emozioni. Buona stagione a te e buone feste augurandoti tanti amici e di amiche intorno per una serena giornata, per ogniuno dei giorni che restano!

    Enzo