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Batman e Joker, l’America di ieri e di oggi

Scritto da Emanuela Medoro il 1 marzo 2013
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Il 20 luglio 2011, nel Century Movie di Aurora, Co si dava la prima del film the Dark Knight Rises, della serie di Batman. Ci fu una strage con 12 morti e 58 feriti, fatta da un uomo che diceva di essere Joker. Da questo tragico episodio prende spunto il   libro, Batman e Joker, volti e maschere dell’America, di Giuseppe Sacco, Sankara ed. Roma, 238 pagine,  che propone una storia politica del cinema americano.

L’autore, professore ordinario di relazioni internazionali, svolge  attività di giornalista ed ha lavorato a Parigi ed al MIT. Attraverso l’analisi dell’evoluzione del personaggio principale, i suoi rapporti con gli antagonisti, l’autore  narra tutti i cambiamenti dell’America di oggi,  a partire dal 1989, anno in cui fu fatto il primo film della serie. Le parole che appaiono nel titolo del libro, volti e maschere,  indicano  il punto di vista attraverso cui l’autore esplora le storie di Batman. Egli ricerca la differenza fra ciò che appare e ciò che in realtà è ed è stata l’America ed il mondo occidentale in generale, ne osserva e descrive la complessità, i molteplici aspetti ed i rapidi cambiamenti del male da combattere: corruzione diffusa, traffici illeciti, attività che distruggono l’ecosistema, terrorismo interno ed esterno.

I capitoli del libro seguono la successione della produzione dei film. I primi film di Batman furono  fatti ad Hollywood per la regia di Tim Burton e Joel Schumacher. A partire dal 2005, sono stati realizzati  in Inghilterra per la regia di Paul Nolan. Da notare che le storie dei film non hanno un solo autore,  sono create e sviluppate da vari scrittori e disegnatori di fumetti. Nati come film d’intrattenimento o di svago, con immagini, movimento, musica ed azione  offrono  storie ambientate a Gotham City, immagine simbolo  dell’America,   nello scorrere delle epoche segnate dalle  presidenze Reagan, Clinton, Bush ed Obama. Difficile quindi  sintetizzare tutte le trasformazioni ed i complessi aspetti dei personaggi e delle vicende narrate, per cui riporto a grandi linee notizie sui protagonisti dei film.

Batman con un infanzia difficile, prima precipitato nel pozzo del pipistrelli, poi spettatore dell’assassinio dei suoi genitori, eredita una fortuna, fatta di  danaro e tecnologia avveniristica. Vive di giorno una vita lussuosa e si trasforma di notte in una specie di crociato  combattente per l’ordine e la legalità a Gotham City, dove prosperano malavita, corruzione e traffici illeciti.

 Joker, il primo dei suoi nemici, un capobanda criminale, è, nei primi film, una specie di psicopatico masochista, metà delinquente e metà istrione con ambizioni politiche spontanee  ed innate, vuole essere riconosciuto dalla società come leader, ed avere la sua faccia stampata sul biglietto da un dollaro. Successivamente diventa un eversivo, fautore del caos.

Cito anche, perché di grande attualità, il personaggio Harvey Dent, una figura fragile, l’onesto magistrato eletto che diventa Harvey Two- face, nello scontro con la realtà che delude le sue speranze  di un mondo migliore a Gotham City. Bruce Wayne riassume in una frase il suo destino: “Uno può morire da eroe; o vivere abbastanza a lungo da passare dall’altro lato.”

A loro si uniscono altri personaggi maschili e femminili necessari alla dinamica delle storie. Da notare che con il passare del tempo ed i cambiamenti di regia le caratteristiche dei personaggi mutano profondamente.

Fra le tante ed acute osservazioni del libro, ne riporto una che mi sembra particolarmente interessante per capire l’orgoglio patriottico americano. Bruce Wayne/Batman ritiene di essere legittimato nelle sue imprese notturne dal dolore, ha conosciuto violenza e crudeltà, e quindi ritiene di aver acquisito un’umanità superiore che gli consente di riconoscere e di poter combattere il  male. L’autore G. Sacco collega questo aspetto della personalità di Batman con la  storia dell’America. Ancora oggi, infatti, alcuni gruppi di protestanti sono convinti di possedere la formula di una società moralmente superiore perché essa fu creata da uomini che avevano sofferto in Inghilterra ed in Europa per l’oppressione religiosa e sociale e che furono profondamente rinnovati dalla dura traversata dell’Atlantico, assimilata al passaggio del Mar Rosso di Mosè e degli Ebrei, verso la terra promessa.

Riporto poi  l’idea fondamentale del film Batman Forever, pagg. 92,93, di particolare attualità in Italia:  “… la minaccia è rappresentata in primo luogo dalla videocrazia, come frutto della convergenza tra ricchezza privata e crescita esplosiva del potere che viene dal progresso dell’industria delle telecomunicazioni. Operando di concerto, se non riuniti nelle stesse mani, danaro e potere mediatico rischiano di mettere in ginocchio e rendere impossibile l’esistenza di qualsiasi società fondata sul consenso democratico informato, ed in generale sulla possibilità di ciascuno di pensare con la propria testa.”   

Il libro arricchisce la nostra conoscenza del pianeta America, dei delicati e complessi meccanismi interni dei sistemi democratici, sottolinea anche le profonde differenze culturali col mondo anglo-sassone europeo. Interessante ed utile, dunque,   non solo per gli  affezionati  lettori di fumetti e spettatori dei film di Batman ed il suo stuolo di nemici da battere, ma anche per chi, come me, allergica ai pipistrelli, non li ha mai visti.