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Processo per l’assassinio di Sarah Scazzi, tocca agli imputati

Scritto da Giuseppe Centonze il 1 novembre 2012
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Il processo teso ad accertare chi ha ucciso e barbaramente gettato a marcire in un pozzo la quindicenne di Avetrana Sarah Scazzi, in corso presso la Corte d’Assise di Taranto, il 2 ottobre scorso ha visto comparire dinanzi alla Corte due dei quattro imputati in soppressione di cadavere in concorso, Cosimo Cosma e Carmine Misseri, rispettivamente nipote e fratello di Michele Misseri, il quale il 6 ottobre 2010 si autoaccusò dell’omicidio e della soppressione della nipote Sarah Scazzi, salvo ritrattare e chiamare prima in correità e poi in reità la figlia Sabrina Misseri. I due imputati si sono avvalsi, tuttavia, della facoltà di non rispondere. Cosimo Cosma subito dopo il termine dell’udienza non si è sottratto, invece,  al fascino delle telecamere televisive. La procura di Taranto ha chiesto e ottenuto dalla Corte di acquisire i verbali delle deposizioni rese dai due prima come testimoni e poi come indagati.

Cosimo Cosma e Carmine Misseri vennero arrestati il 23 febbraio 2011 e liberati il 10 marzo successivo dopo un ricorso al Tribunale del Riesame di Taranto che pur riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza a loro carico ritenne la misura della detenzione carceraria “non necessaria”.

I gravi indizi di colpevolezza sul Cosma e sul Misseri vennero ravvisati dalla procura tarantina e confermati, come detto sopra, anche dal Tribunale del Riesame di Taranto, dalle risultanze dei tabulati telefonici dai quali risulta una fitta e improvvisa comunicazione telefonica tra i due e gli stessi e Michele Misseri quel maledetto 26 agosto 2010 così come nelle settimane successive, da intercettazioni ambientali, dalle dichiarazioni decisamente contraddittorie rese dagli imputati nonché e forse ancora di più dalle loro mogli oltre ad altre testimonianze. Una di queste è fornita da Vito Palmisano, un cittadino di Maduria (TA) che quel giorno si trovava nei pressi di Via Deledda in Avetrana (TA) dov’è ubicata l’abitazione di Michele Misseri. Il Palmisano in sede di sommarie informazioni testimoniali dichiarò di aver visto il 26 agosto 2010, giorno della scomparsa di Sarah Scazzi, transitare nei pressi di Via Deledda un uomo al volante di una station wagon che riconobbe dalle foto segnaletiche essere Cosimo Cosma. Citato dalla procura tarantina come testimone nel processo il Palmisano non ha confermato, però, con assoluta certezza che l’uomo visto quel giorno fosse Cosimo Cosma. Altre testimonianze vedono Cosimo Cosma sostare spesso presso l’abitazione di Michele Misseri e confabulare con quest’ultimo nei giorni successivi alla scomparsa di Sarah fino al giorno del finto ritrovamento del telefonino di Sarah, avvenuto il 29 settembre 2010 ad opera di Michele Misseri, dopodiché la sua frequentazione di casa Misseri si ferma del tutto.

Nell’udienza del 2 ottobre è stata la volta anche dell’Avvocato Vito Russo, ex legale di Sabrina Misseri. Vito Russo è imputato di favoreggiamento personale nei confronti di Sabrina e di intralcio alla giustizia. La prima accusa deriva da un telegramma fatto inviare dalla sorella di Sabrina, Valentina, per far sostituire Daniele Galoppa il legale del padre Michele Misseri, che aveva accusato la figlia Sabrina del concorso nel delitto. Vito Russo ha riferito in aula di aver solo accompagnato Valentina in auto a casa di Carmine Misseri, fratello di Michele, per un telegramma, ma di non aver avuto nulla a che fare con il testo del telegramma stesso. L’accusa di intralcio alla giustizia per l’Avvocato Russo è legata ad un verbale di Ivano Russo, amico di Sabrina e considerato il movente passionale dell’omicidio di Sarah, da lui sentito per indagini difensive, che secondo l’accusa sarebbe stato strappato, perché non favorevole a Sabrina, e sostituito con un secondo verbale. Vito Russo ha negato in aula questa circostanza, riferendo che il primo verbale venne chiuso poco dopo l’inizio perché le domande erano ancora troppo “generiche” e se ne aprì un altro. Di quelle dichiarazioni di Ivano Russo l’ex legale di Sabrina non ha registrazione, che pure venne fatta con un BlackBerry di una terza persona che li aveva fatti incontrare. Vito Russo ha detto di aver tentato in più occasioni di avere copia della registrazione, ma senza riuscirci. L’Avvocato Russo ha dichiarato di essere “meravigliato” che lo stesso Ivano lo abbia accusato di aver tentato di intimidirlo per avere dichiarazioni favorevoli alla sua assistita dell’epoca.

Ricordiamo che Ivano Russo ha testimoniato al processo che l’Avvocato Russo in due occasioni gli ha parlato di un provvedimento di fermo (arresto, n.d.r.) già pronto nei confronti del ragazzo (assolutamente falso, n.d.r.) e che solo lui poteva aiutarlo consigliandogli tra l’altro un ottimo avvocato qualora avesse reso dichiarazioni favorevoli a Sabrina. Ivano nell’occasione ha dichiarato anche che l’Avvocato Russo lo spronò a creare gruppi facebook a sostegno dell’innocenza di Sabrina, perché “occorreva ribaltare l’onda mediatica” contro la stessa Sabrina. Questi gruppi sono poi effettivamente nati su facebook non sappiamo per iniziativa di chi e da chi vengono gestiti. In alcuni di questi sono stati postati messaggi intimidatori nei confronti dei testi dell’accusa, contro l’Avvocato Daniele Galoppa, ex legale di Michele Misseri, e la criminologa Roberta Bruzzone, ex consulente di Michele Misseri, e addirittura una bomba a mano da lanciare contro la Procura di Taranto.

A questo punto non è da escludere un confronto in aula tra l’Avvocato Russo e il giovane Ivano.

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