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Delitto di Avetrana: Michele Misseri vittima di abusi?

Scritto da Giuseppe Centonze il 1 agosto 2012
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Al processo chiamato a stabilire chi ha ucciso Sarah Scazzi, di anni 15, in corso di svolgimento presso la Corte d’Assise di Taranto, il 5 giugno scorso è stato il turno del Dr. Giovanni Primiani, psichiatra del carcere di Taranto.

Il Dr. Primiani ha dichiarato di aver incontrato Michele Misseri in carcere in molte occasioni a partire dal 7 ottobre 2010, all’indomani del suo arresto. Nella prima visita, data la situazione emozionale in cui aveva trovato il contadino, consigliò un antidepressivo, la Paroxetina, e un blando tranquillante, Delorazepam, nella misura di 2 milligrammi due volte al giorno. La terapia non veniva rispettata però da Michele Misseri, per cui lo psichiatra preferì agire sulla psicoterapia e consigliare l’assunzione della Benzodiazepina solo alla sera per favorire un sonno più tranquillo, salvo poi essere del tutto sospesa agli inizi di novembre del 2010. Secondo il Dr. Primiani, Michele Misseri non ha mai avuto disturbi percettivi, cognitivi, della localizzazione nel tempo e nello spazio. Il Dr. Primiani ha riferito che Michele Misseri con lui si è sempre professato unico responsabile sia del delitto che dell’occultamento della nipote, ma solo a partire dal mese di Gennaio 2011 gli ha anche parlato del luogo dell’omicidio, ossia il garage, del motivo per cui aveva ucciso la nipote e dell’arma del delitto, una corda appoggiata su un trattore o una motozappa. Nello specifico Michele Misseri gli riferì che non sapeva perché Sarah era scesa in garage, lui era intento a far partire un trattore ed era molto nervoso. Sarah, reagendo a qualcosa che lo zio le aveva detto, gli avrebbe sferrato un calcio e si sarebbe girata per andare via. In quel momento Michele Misseri avrebbe aggredito la nipote e l’avrebbe strangolata.

Lo psichiatra ha raggiunto che Michele Misseri, secondo il suo racconto, aveva portato il cadavere della nipote sotto un grosso albero di fico in una proprietà della sua famiglia, che per lui rappresentava una sorta di “via crucis”, giacché in quel luogo il padre, quando lui era piccolo, lo avrebbe bastonato, e da lì condotto al luogo dell’occultamento o meglio della soppressione.

Uno dei legali della difesa di Sabrina Misseri, accusata insieme alla madre, Cosima Serrano, di aver sequestrato e ucciso Sarah Scazzi, ha rivolto allo psichiatra una domanda: “Le risulta che Michele Misseri abbia subito abusi durante l’infanzia?” Il Dr. Primiani ha risposto: “Qualcosa c’è stato. Mi fece delle confidenze, ma su questo episodio non posso rispondere. E’ una cosa molto personale.” Lo psichiatra non ha voluto aggiungere altro e si è avvalso del segreto professionale, rifiutandosi di rispondere ad alcune domande del pubblico ministero e dei legali degli imputati.

Da notare che il Dr. Primiani, in servizio presso l’Ospedale di Taranto,  fu colui che si occupò del trattamento sanitario obbligatorio (TSO) cui fu sottoposto Michele Misseri la notte del 31 maggio 2011 poche ore dopo che questi era stato scarcerato. Nell’occasione trovò il contadino calmo e tranquillo e lo dimise immediatamente.

Pare che il Dr. Primiani ha incontrato Michele Misseri anche successivamente, non si sa per quale motivo. Si è sempre limitato ad ascoltare e non ha mai posto delle domande. Cercare di capire perché un uomo uccide, così come perché chiama prima in correità la figlia e successivamente in reità riteniamo sia il minimo che un medico debba fare per cercare di aiutare il suo paziente.

La circostanza dei presunti abusi subiti da Michele Misseri quando era piccolo aprirebbero la strada ad una nuova lettura della vicenda, così come potrebbe essere vista quale nuova strategia processuale da parte della difesa. Si andrebbero a inserire perfettamente nel solco indicato dalla Corte Suprema di Cassazione che con il pronunciamento del 17 maggio 2011 ha chiesto al Tribunale di Taranto di investigare meglio sul movente sessuale da parte del contadino di Avetrana, dato che il movente della gelosia di Sabrina Misseri per Ivano Russo, il ragazzo conteso anche da Sarah, era da considerarsi, secondo gli Ermellini, “esile”.

Ricordiamo che Michele Misseri nella sua prima dichiarazione autoaccusatoria del 6 ottobre 2010 e nell’udienza di convalida del fermo da parte del gip aveva parlato di molestie sessuali nei confronti della nipote. Qualche giorno prima dell’omicidio le aveva palpato il sedere, il 26 agosto nel garage aveva provato a toccarle il pube, salvo dire poi che era stata Sarah ad allungargli una mano ed a insolentirlo, si era, infine, accusato del vilipendio del cadavere della quindicenne con un rapporto sessuale completo che il medico legale Prof. Luigi Strada non era stato, però, in grado di accertare, pur rilevando che dai tamponi vaginali non era emerso alcun DNA che non fosse quello di Sarah Scazzi. E’ palese che, quantomeno in relazione al rapporto sessuale completo, con tanto di eiaculazione all’interno della vagina della ragazzina, il contadino ha mentito.

Nell’interrogatorio del 5 novembre 2010 e nel successivo incidente probatorio del 19 novembre il contadino ha ritrattato sia le molestie sessuali che il vilipendio del cadavere di Sarah Scazzi. A suo dire si era accusato di ciò solo per essere ritenuto più credibile.
C’è una persona che nel processo ha testimoniato una presunta “molestia sessuale” subita da Michele Misseri. Si tratta di Salvatora, detta Dora, Serrano, sorella di Concetta, madre della vittima. Dora Serrano ha raccontato che: “All’età di quindici anni … mio cognato Michele Misseri … mi disse testualmente: “Ammà fa ‘na cosa”, sfiorandomi con le dita della mano sinistra il mio braccio destro. D’istinto mi allontanai da Michele e scesi in casa. Io ricordo solo che mi spaventai ma in realtà Michele non andò oltre a sfiorarmi il braccio per cui non sono in grado di stabilire cosa volesse fare”. Dora Serrano ha precisato, comunque, che nel corso degli anni i rapporti con il cognato Michele Misseri sono proseguiti normalmente, senza problemi, tanto che qualche volta lasciava la figlia Antonella, coetanea di Sarah Scazzi, a dormire a casa Misseri.

C’è da dire che la signora Dora Serrano è l’unica che ha fatto siffatte dichiarazioni a fronte delle svariate decine di donne che gli ex avvocati di Sabrina Misseri avrebbero trovato nelle loro indagini difensive e che erano pronte a testimoniare le molestie subite. Tali donne o si sono volatilizzate o non sono mai esistite.

Lo stesso Michele Misseri ha dichiarato stizzito di non ricordare affatto l’episodio narrato dalla cognata. In una delle sue recenti lettere alla moglie scrive, riferendosi proprio alla cognata: “Con certe persone è meglio stare alla larga”. Per non parlare delle intercettazioni dei suoi colloqui in carcere con la moglie durante le quali nega qualsiasi molestia o violenza sessuale nei confronti della nipote, salvo dire alla moglie che: “Non è vero che l’ho violentata, ma se vuoi che dico che l’ho fatto lo dico …”.

I pm hanno chiesto durante le varie udienze a tutti i testi se erano a conoscenza anche per solo per sentito dire di molestie sessuali perpetrate da Michele Misseri nel corso degli anni. Tutti hanno risposto di NO. Analoga riposta è contenuta nelle dichiarazioni che Sabrina Misseri, Valentina Misseri e Cosima Serrano hanno fatto sia agli inquirenti, che ai media.

In questa terribile vicenda fatta di gente “strana” dove una bambina di 15 anni ha perso la vita per opera di chi diceva di amarla ed è stata poi lasciata marcire in un pozzo per 42 giorni la verità fattuale ha grossi problemi ad emergere per via delle reticenze e dell’omertà. L’augurio è che chi sa parli e soprattutto si ricordi, finché è in tempo, che quando si viene interrogati in un processo si è sotto giuramento di dire la verità.

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