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Cacciatori di taglie

Scritto da Domenico Mattiaccia il 2 febbraio 2012
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Pensate se un giorno vostro figlio arrivasse da voi e dicesse: ”Papà, da grande vorrei fare il cacciatore di taglie”.

Beh, con molta franchezza gli risponderei: “Figlio mio, stai guardando troppa televisione, i cacciatori di taglie ormai non esistono più. Sono finiti i tempi del vecchio West, dove nelle locande si trovavano affissi i cartelli con scritto Wanted e sotto una ricompensa. Oggi, se ne occupano le forze dell’ordine a catturare i cattivi”.

Rispondendo così, sbaglierei. I cacciatori di taglie esistono ancora e in USA sono addirittura legali e regolati da una sentenza del 1872.

La legge li ha voluti. Quando nel 1872 la Corte Suprema decise di garantire immunità a tutti quelli che avrebbero inseguito e catturato ladri, rapinatori di banche che fossero, pensò che chiunque poteva essere un poliziotto senza esserlo per forza. Hollywood, ha contribuito nella diffusione del ruolo raffigurandoli in diversi film come gente di frontiera, gente che vive al confine della legge. Cacciatori di uomini come duecento anni fa.

Al di fuori degli Stati Uniti si tende a pensare che questa professione sia scomparsa, ma tuttora vi sono persone che si mettono all’inseguimento di ricercati al fine di ottenere una ricompensa. Non ci sono più le locandine dead or alive, vivo o morto, sulle strade di Abilene o El Paso, ma gigantografie che si rincorrono sulle autostrade, lungo i bordi delle highways, con le immagini del fuggitivo, il prezzo della cattura, il numero verde per chi non vuole andarsi a cercare rogne. Ogni anno l’America conta più o meno 30mila fuggitivi, per lo più pesci piccoli, disperati liberi su cauzione che non si presentano al processo.

Attenzione però perché qualcuno è pericoloso, col grilletto facile, se lo insegui sai cosa ti aspetta. Fuori di galera c’è comunque un esercito pronto a mettersi alle calcagna di chi fa il furbo.

Ad ingaggiare questa gente, ci pensano le agenzie di assicurazione, le Bail Bond, che pagano le cauzioni per gli imputati in attesa di giudizio: se poi questi beneficiari non si presentano al processo, diventeranno prede dei mastini delle assicurazioni, appunto i Bounty Hunter, cacciatori di taglie.

Le statistiche gli danno ragione: otto volte su dieci riportano in galera i fuggitivi, senza che lo stato sovvenzioni questo tipo di operazioni. E sopratutto senza molti sacrifici economici. I Bounty Hunter si accontentano di pochi spiccioli. Hanno ricompense proporzionali al blasone della loro preda.

Lavorano come nel vecchio West quando non c’era polizia a garantire l’ordine per tutti. Ma i tempi sono cambiati, oggi è proprio la polizia il nemico numero uno dei loro guadagni. E’ una corsa a chi li prende prima. Diversi sono anche gli strumenti usati: travestimenti e informatori come sempre ma anche spie computerizzate, minuscoli e potentissimi microfoni, telecamere a visione notturna. Attenzione però a non sbagliare obbiettivo.

Nel 2002 in Virginia un bounty hunter fece irruzione in casa di un ricercato, lo trascinò in cortile e lo uccise perché, secondo la versione ufficiale, tentava di scappare. La circostanza appariva già dubbia, ma c’era di peggio: il cacciatore era andato a stanare l’uomo sbagliato nella casa sbagliata.

Per la legge bastava la presunzione di avere di fronte un fuorilegge, per essere autorizzati all’uso della forza. Sono casi come questo, ad aver indotto a imporre i primi vincoli ai cacciatori di taglie. Dopo svariate battaglie legali e politiche, da qualche anno in Arizona e in California anche il bounty hunter, come la polizia, non può varcare i confini di una proprietà privata senza un’autorizzazione legale. In più deve avere una regolare licenza, per ottenere la quale è necessario, oltre alla fedina penale immacolata, un addestramento di due settimane presso il National Institute of Bail Enforcement, l’Harvard dei cacciatori di taglie. Il Texas, invece, ha deciso di proibire del tutto ai cacciatori di taglie l’uso di armi da fuoco.

Dare dei limiti per non tornare indietro di duecento anni. Che siano utili è vero, ma bisogna evitare il pericolo di uscire per andare a far la spesa e trovarsi nel mezzo di un duello, stile Steve Mc Queen, con la differenza che ad Hollywood si fingevano… mentre quelli potrebbero essere reali.