www.faronotizie.it - Anno XVI - n. 183 - Luglio

Un pueblo al Solís

Scritto da Laura C. Bozzo il 6 gennaio 2012
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A luglio del 2009 (Faronotizie n.38) vi raccontavo del Teatro Solis, un’opera del secolo XIX progettata da un italiano, che in questo secolo veniva ristrutturato con degli specialisti e dei fondi italiani.

Quest’anno la Fondazione Amici del Teatro Solís, creata nel 2008 con la finalità di generare un supporto di sviluppo culturale ed artistico per l’Uruguay, generò la proposta “Un pueblo al Solís” – “Un paese al Solís” – possibilitando che persone provenienti da diversi paesi del nostro interno vedessero uno spettacolo a Montevideo.

Il titolo del Programma con la parola “pueblo” non è stata preso a caso… In spagnolo viene adottata sia per chiamare l’insediamento umano “paese”, che per nominare l’insieme di persone fisiche “popolo”.

Il programma Un pueblo al Solís viene finanziato dal Comune di Montevideo ed il Ministero di Educazione e Cultura, e cerca estendere l’accesso di tutti i cittadini ai beni ed ai servizi culturali, prevedendo il loro trasporto dall’interno alle opere del Solís.

Così i 18 dipartimenti arrivai al Teatro. L’ultima località, 25 de Agosto, ha visto ad ottobre l’interpretazione del Il malato immaginario, di Molière fatta dalla Comedia Nacional, l’elenco teatrale stabile del Comune di Montevideo dal 1947. Si sono trasferite 700 persone, si 700!!! – il 70% della popolazione – in questo caso via treno.

Questa partecipazione non fa altro che beneficiare l’inclussione sociale, accorciare le distanze e cancellare le barriere, punta alla responsabilità delle istituzioni pubbliche nella promozione, sviluppo e garanzia nell’esercizio dei deritti dei cittadini, ovunque si trovino.

Prima della partenza, si lavora in loco a favorire i legami personali e le reti locali. La gente si prepara nelle caratteristiche della visita, lo spettacolo e le infrastrutture che visiteranno nel loro arrivo a Montevideo.

Vi invito a leggere la notizia sul nostro giornale El País:

http://www.elpais.com.uy/101020/pciuda-523095/ciudades/Los-aplausos-de-un-pueblo-completo/

Si tratta di un canto di vicinanza, di amicizia, della ricerca di avventura!
Così siamo noi: persone affabili, con sete di cultura, pronte a partire verso la ricerca di nuovi orizzonti al di là del paese, che in questo caso è uno dei pochi serviti ancora dal treno.

A tutti auguro un Buon Anno!