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Strade sbagliate

Scritto da Domenico Mattiaccia il 6 gennaio 2012
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Sembrano gangster, hanno nomi da gangster e si comportano come gangster. Girano su auto blindate con vetri oscurati, sono armati e si muovono in gruppo: o meglio in crew. Sono le star del rap o meglio del gangsta rap, quelli che fanno musica e sparano. Quelli che alla registrazione di un brano, alternano risse e furti. Quelli che all’uscita di un cd alternano spaccio e azioni violente.

E’ il nuovo genere che infiamma il mercato musicale: rime cantate su  un bit o improvvisato. Il cantante è un ragazzo cresciuto per strada, che ha dovuto sudare e spesso sporcarsi le mani per arrivare a fare i soldi. Entrando e uscendo dalla galera scrivono canzoni, pezzi duri di una vita dura. E vendono dischi. Sono in testa alle classifiche di tutto il mondo e succede che le rivalità tra case discografiche sfocino in violenza, come quella che caratterizzò una violenta e sanguinosa faida tra due rapper, uno rappresentante dell’east coast e l’altro della west coast americana.

E’ il 1996 quando a Las Vegas, dopo aver visto un incontro di Mike Tyson, viene ferito Tupac Shakur mentre era in macchina con il suo manager, tale Suge Knight. Il rapper morirà dopo sette giorni di agonia in ospedale. Appena sei mesi dopo un altro cadavere: Notorius BIG, detto Biggie, viene assassinato mentre era fermo ad un semaforo di New York, anche lui in macchina con il suo manager e amico Puff Daddy.

Tupac e Notorius BIG rappresentano west-coast ed east-coast. Rappresentano una faida infinita nata da rivalità delle case discografiche e regolata a suon di pallottole. 

Tupac cresce a ovest, figlio di Afeni Shakur presidentessa delle pantere nere, grande sostenitore del “black power”, potere nero. Un nero che rivendicava i suoi diritti e lo faceva con canzoni di denuncia, canzoni scomode per una società americana che ancora faceva imparzialità razziali. In poco tempo conquistò le copertine dei giornali e i suoi dischi furono i più venduti. Vendeva la “thug life”, vita da bandito. E in molti apprezzavano lo stile musicale e di vita.

Notorius BIG nasce ad est, a New York. Inizia a cantare e scrivere canzoni di vita vissuta sempre sul filo del rasoio. Entra ed esce dal carcere, conquistando sempre più successo. Cresce nei sobborghi di New York e si è finanzia vendendo crack e facendo rapine . Anche lui non era uno stinco di santo, ma piaceva. E, sopratutto, vendeva.

Ovest ed Est avevano due leader. Troppi per un genere musicale nuovo, troppi per chi crescendo ha avuto sempre e solo un capo a cui dare parte del guadagno della vendita di droga. Troppo per le case discografiche che cercavano un solo cantante che potesse vendere canzoni hip – hop.

La stampa scatenò la faida. Le classifiche l’alimentarono. La voglia di essere il solo ed unico boss, la fece iniziare. Tupac scrive canzoni contro BIG e viceversa. Ma tra uomini cresciuti per strada le cose non si regolano in studi di registrazione: Tupac è a New York per registrare, sotto consenso di Biggie, ma viene attaccato da una gang e ferito. Il cantante di Los Angels attribuisce la colpa a Biggie anche se non si è mai saputo chi fosse il vero mandante. Inizia la guerra e in poco tempo Tupac, in condizioni ancora non del tutto chiare, rimane coinvolto in un agguato mortale a Las Vegas. Ecco la prima vittima. Ora sarebbe facile trovare il mandante, ma Tupac era un persona scomoda: aveva nemici in politica che non potevano sopportare il fatto che un esponente delle pantere nere potesse avere tanto successo tra i giovani, e poi aveva Suge Knight, che sopravvisse all’attentato, senza essere colpito.

Un solo Re è rimasto: Notorius BIG. Dura sei mesi e anche lui viene freddato mentre girava in auto per le strade amiche di New York. Stessa modalità è toccata anche al ragazzone venuto dall’est. Anche qui il mandante sembra venire da Los Angeles. Vendetta. Ma non ci sono le prove. Le uniche prove sono che anche qui il suo amico Puff Daddy, un auto dietro quelle di Biggie, non viene sfiorato da nessun proiettile.

I due re non ci sono più ma le canzoni scritte prima della morte e poi pubblicate hanno garantito enormi incassi ai produttori. Le case discografiche versano lacrime per i loro leader scomparsi…anche se non si sa se sono di gioia o di dolore.