www.faronotizie.it - Anno XVI - n. 181 - Maggio

Una giovane attrice bolognese a Hollywood

Scritto da Piero Valdiserra il 1 settembre 2015
facebooktwitterfacebooktwitter

Si intitolerà “200 hours” il film che sarà girato a Los Angeles e in California, e del cui cast  farà parte anche una giovane attrice bolognese, Paola Piccioli, al cui attivo c’è tanta meticolosa preparazione, diversi lavori teatrali e cinematografici in Italia, tra i quali il film ”I casi della vita” presentato al festival di Locarno nel 2010 in ricordo del regista Corso Salani.

Paola, raccontaci qualcosa sul film “200 hours”.

“Sarà prodotto dalla AngelBaby Productions, dell’attrice e produttrice americana Ryan Angel. Racconta la storia vera di Peter Tripp, uno speaker radiofonico che nel 1959 tentò di accrescere la propria notorietà cercando di battere un record di performance senza sonno, in trasmissione. In pratica Tripp trasmise il suo programma radiofonico senza mai dormire, ininterrottamente. E per dare un senso alla sua idea, finalizzò la performance a una raccolta di fondi di beneficenza.”

Come  mai ti è arrivata l’occasione di fare un film negli USA?

“Nel 2012 ho avuto modo di conoscere molti incredibili professionisti internazionali al Festival del Cinema di Ischia, fra cui Ryan Angel, attrice e produttrice di talento, che stimo molto e con la quale sono rimasta in contatto. Quando si è trattato di scegliere l’attrice che avrebbe dovuto interpretare Dottie, Ryan ha pensato che io potessi essere adatta e mi ha contattata per parlare del ruolo e del progetto. Mi è piaciuto molto e mi sono emozionata tantissimo all’idea di poter avere quella parte. Ho fatto i provini e, quando ho saputo di avercela fatta, sono stata felicissima e ho cominciato subito a prepararmi e a studiare il ruolo del mio personaggio.”

Quale ruolo ha Dottie? 

“È l’amante di Tripp. La sua presenza nella vita di Peter, così come altre situazioni nascoste, verranno a galla proprio durante la kermesse radiofonica di 200 ore, mentre Tripp trasmette da una cabina di vetro su Times Square, seguito dai medici che lo aiutano a rimanere sveglio.”

Come vivi questa prima esperienza statunitense?

“Come un privilegio, un’esperienza importante con persone vere ed eccezionali come Ryan Angel. Ma anche come l’esordio di una carriera più internazionale, che spero potrà svolgersi anche negli USA e a Los Angeles, una città che amo molto. Ne apprezzo tutti i vari aspetti ed è là che ho frequentato i master, seguito le lezioni di dizione americana e passato il tempo libero con gli amici statunitensi ed europei che lavorano nel mondo del cinema e che mi aspettano.”

 

(Intervista realizzata da Piero Valdiserra)