www.faronotizie.it - Anno XVI - n. 181 - Maggio

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Riceviamo e pubblichiamo:

Enel contrappone colpevoli silenzi alle immagini suadenti delle campagne di propaganda  improntate al positivo valore della luce e dell’energia. Siamo bombardati in tv dagli spot che evidenziano l’azione positiva di Enel energia per il nostro Paese Al contrario la storia della centrale del Mercure ci racconta sotterfugi  e promesse non mantenute, ostentata trasparenza solo esibita , chiusura totale alla collaborazione.

La scena teatrale del giallo  in cui le popolazioni della valle sono coinvolte ha due protagonisti: l’amianto  e la protervia di Enel.La bonifica del gruppo uno della centrale rimane un mistero. Enel dice di averlo prima messo in sicurezza , successivamente su prescrizione dell’Asp e dopo l’intervento della magistratura di averlo bonificato; ma  non  dice nulla né sulla quantità  né sulla modalità neppure sull’iter della bonifica. Certo esiste la documentazione ma anche quella è top secret per Enel.

Non è possibile avere copia degli atti. I documenti sono privati? . No, sono pubblici e già depositati. e allora? Bisogna affidarsi  all’ufficio legale dell’Asp per un ulteriore prosieguo. Sempre in un giallo che si rispetti l’autore deve dilatare al massimo i tempi della trama. Nella speranza di accorciarli  l’on.le Antonio Placido deputato di Sel inoltra un’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e della Salute. Le domande rivolte ai Ministri riguardano le iniziative che gli stessi intendono adottare per tutelare la salute delle popolazioni della valle del Mercure  in relazioni alla bonifica dell’amianto all’interno della centrale del Mercure e il diritto a una corretta informazione sulla stessa.  i cittadini e le associazioni attendono la conclusione del  giallo  e ancor più che questa vicenda si chiuda definitivamente con la sentenza del Consiglio di Stato del prossimo ottobre. In tutto ciò esiste un attore muto: il Sindacato che tace sulla bonifica dell’amianto e la tutela della salute dei lavoratori mentre ha blaterato e tanto su un folle progetto che per pochi posti di lavoro avrebbe distrutto la vocazione  turistica e agricola della valle. Tace anche il Presidente del Parco Pappaterra  a cui si consiglia di chiedere al Prefetto di Vibo Valentia perché ha negato alla ditta dell’imprenditore del legno De Rienzo, sostenitore ad oltranza della centrale del Mercure, il certificato antimafia .Le associazioni da tempo sostenevano che  le biomasse  sono lo strumento di un giro d’affari sospetto. Il Presidente Pappaterra ha certamente notizia che per il 3 settembre  la Regione Calabria ha indetto una conferenza dei servizi. Che cosa ha intenzione di fare il Parco? L’onorevole Pappaterra sponsorizza Mormanno luogo del cuore del Fai e nel contempo pensa di  farne la porta di accesso a un Parco con una centrale illegale a biomasse come emblema della difesa del territorio e della salute dei cittadini? E la promessa di attendere la sentenza del Consiglio di Stato per rispettare la volontà delle popolazioni della valle? La speranza di tanti  è   che quel rottame  rugginoso sia  smantellato dal nostro territorio ferito dalla sua presenza e che gli alberi del Parco nazionale del Pollino, invece di essere inceneriti, possano continuare a svolgere la loro funzione , testimoni finalmente di una follia annunciata ma cancellata dalla legalità e dalla lotta dei cittadini onesti e dal buon senso delle istituzioni.                                                        

     Comitato Lasta MTArmentano- Forum Stefano Gioia