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L’Italia dei sogni di Goffredo Palmerini: il testo e la scrittura

Scritto da Emanuela Medoro il 1 luglio 2014
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L’Italia dei sogni è il più recente libro di Goffredo Palmerini, edito da One Group Edition.  L’autore costruisce un corposo testo scritto, accompagnato da fotografie, che narra puntualmente fatti passati e presenti. I capitoli del libro, inizialmente scritti come articoli per i giornali online, affidano le testimonianze di G. Palmerini alla semplice e duratura solidità della carta stampata.

Ne L’Italia dei sogni. Fatti e singolarità del bel paese, l’autore illumina la presenza e la concretezza del sogno come motore fondamentale dell’esistere, ieri ed oggi molla primaria delle migrazioni dei popoli, dovunque nel globo. L’emigrazione non è più la valigetta di cartone legata con lo spago, non è più la nostalgia del passato, delle radici personali. È un’onirica visione del futuro, che poi si scontra e si realizza nella realtà, di un tempo migliore per sé e per i discendenti, di cui il migrante diventa esso stesso radice fondante.   Dobbiamo esserne consapevoli, visto che l’Italia è diventato un paese che esporta cervelli e cultura ed importa manodopera. 

 G. Palmerini svolge i temi prescelti, eventi o personaggi, mescolando storie antiche e fatti recenti. Per esempio, parlando della visita in Abruzzo di Alberto di Giovanni, emigrato in Canada da Roccamorice, apprendiamo tutto non solo del suo impegno per la diffusione della lingua e cultura italiana a Toronto, ma anche la storia più antica del suo paese d’origine. E così la vita dell’emigrato diventa una sorta di filo tricolore che collega il vecchio ed il nuovo mondo.  

Tra la folla dei personaggi e dei fatti ricordo volentieri la donna musicista, che spicca nel ricco mondo delle donne presenti in questa raccolta, per la specificità del suo campo professionale, la musica non solo come esecuzione, ma come composizione. Un campo tradizionalmente maschile sembrava veramente un muro insuperabile dalle donne. Ecco una donna nativa di Avezzano, Ada Gentile, vive ed opera a Roma ed è considerata una delle compositrici più originali e autentiche degli ultimi decenni. Diplomata in pianoforte e composizione al conservatorio di Santa Cecilia si è affermata in vari concorsi internazionali di composizione e le sue opere sono state eseguite in tutto il mondo in sedi prestigiose. Ha scritto più di 80 opere, quasi tutte pubblicate sotto l’etichetta di Casa Ricordi, per strumento solista, per gruppi da camera, per orchestra e teatro da camera. 

 L’ insieme delle informazioni ricevute nel corso della lettura di questo libro, si fonde nella mente del lettore in un’unità prismatica fatta di eventi antichi e moderni che si svolgono nei quattro angoli del pianeta. Il ricordo della lettura, pertanto, dipende dalle curiosità e dagli interessi personali dei destinatari dei testi. Vale la pena sottolineare che essi sono diversissimi per luoghi di origine, età, famiglia, istruzione, lingue e culture acquisite nei luoghi di accoglienza e nel corso delle generazioni.  

Il valore di questo libro, per ora solo in lingua italiana, non è limitato alla mera testimonianza di avvenimenti e personaggi. Sta, soprattutto, nel tipo di scrittura, vario, ricco, coinvolgente, che trova sempre le parole adatte per descrivere sentimenti ed emozioni, scava nella psicologia dei personaggi in modo acuto ed efficace, si sofferma sull’ambiente della formazione, costruisce delle figure a tutto tondo, trasformandole in qualcosa di più. Ne fa dei personaggi- simbolo, rappresentativi di milioni di altre esperienze di emigrazione. E’ un modo di comporre il testo simile a quello della Fallaci, i cui articoli   andavano ben oltre la cronaca o l’intervista pura e semplice.

Era un formicaio Pennsylvania Station, il 7 ottobre scorso. Un venerdì mattina di tran tran, nella Grande Mela, come sempre. Viaggiatori in arrivo dell’hinterland solerti e premurosi di guadagnare le uscite. Altri, come noi, in ordinata attesa dell’indicazione, sul grande tabellone orario, del binario di partenza del treno…Brilla l’acciaio delle carrozze strisciate di rosso e blu… Il treno sotterraneo va man mano guadagnando la luce, all’aperto. L’ineguagliabile profilo di Manhattan si allontana, i binari corrono lungo una teoria di specchi d’acqua. Poi il treno si infila tra gli alberi, che, in questa stagione ostentano uno straordinario ventaglio di colori… Segue una ricca ed articolata descrizione dell’ambiente, che dona al lettore, con parole semplici ed ispirate, l’esperienza di quel viaggio. Non è Oriana Fallaci, è Goffredo Palmerini.

 I fatti narrati nei suoi articoli si svolgono in territorio regionale abruzzese, o all’estero, si rivolgono a persone ormai di culture e lingue diverse, sparse nei quattro angoli del pianeta, collegandole e dando loro una possibilità d’incontro, di scambi di informazioni e di opinioni. È un fenomeno che può essere fecondo di sviluppi per ora ignoti.  Insomma, Goffredo Palmerini è uno scrittore che ha capito ed usato in modo intelligente, aperto al futuro, creativo, le possibilità infinite della rete internet.   L’emigrazione abruzzese, e non, ha trovato dunque il suo cantore.