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T-Days

Scritto da Raffaele Miraglia il 1 aprile 2014
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Oggi domenica 30 marzo 2014 il centro di Bologna è invaso di persone che camminano per via dell’Indipendenza, via Rizzoli, via Ugo Basso e non solo. Camminano, sono seduti ai tavolini dei bar e dei ristoranti, affollano i negozi.

Già, i negozi sono quasi tutti aperti.

E’ domenica e siamo su quelle strade che a Bologna diventano pedonali il sabato e la domenica. Poco più di due anni fa i negozianti, che qui a Bologna chiamiamo i bottegai, iniziarono a piangere e a sfilare contro questa pedonalizzazione. Le botteghe avrebbero chiuso per mancanza di clienti! Il degrado avrebbe invaso il centro!!

Non si trattava di una novità. Decenni prima la stessa cosa era avvenuta quando era stata pedonalizzata via D’Azeglio, da anni ormai luogo ambito dai bottegai, che oggi sfruttano anche il fatto che proprio lì abitava Lucio Dalla. Qualche anno prima i bottegai della Zona Universitaria minacciarono serrate contro la semipedonalizzazione. Tra i più accaniti proprio quelli che nei mesi estivi facevano chiudere una via per metterci i tavolini dei loro ristoranti. Sarebbero falliti tutti, dicevano.  Fate un giro da quelle parti e li vedrete tutti aperti e contenti.

Mai nessuno di loro che abbia chiesto scusa. Anzi sono lì pronti a protestare se qualcosa cambierà.

E’ che il bottegaio medio è come la persona anziana: non ama le novità. Nel suo DNA ha inscritto quello stupido proverbio contadino “Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quello che lascia, non sa quello che trova.”  E ogni volta che sento questo proverbio, mi ricordo cosa rispondeva mio padre a mia madre quando, alla guida dell’auto, sbagliava strada: “Non lamentarti: non avremmo mai visto questo posto.”

Non tutti i bottegai sono così, è vero. Qualcuno di innovativo ce n’è. Gli altri all’inizio lo guardano con sospetto, poi, se le cose gli vanno bene, iniziano a copiarlo.

Il bottegaio ha sicuramente il primato nella paura verso le novità, ma in molti non siamo da meno. I T-Days ci hanno fatto scoprire una Bologna nuova, piacevole e accattivante. Persino Beppe Maniglia sembra migliorato con il contorno della sua soubrette e dei suoi “fenomeni da baraccone”, che ci inducono alla solidarietà con chi è diverso. Eppure ne sentirete di gente che dice “Bologna non è più quella di una volta!”.

Sì, è vero, i T-Days una volta non c’erano e … si stava peggio (almeno il sabato e la domenica).

Dobbiamo anche riconoscerlo, i T- Days hanno un nome e un cognome. Il cognome è Colombo e ha portato l’America a Bologna.