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Vaya con Dios a Belgrado

Scritto da Natasha Vukovic il 1 novembre 2013
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Il  famoso gruppo belga Vaya Con Dios  si è esibito alla Kombank Arena belgradese il 12 ottobre, quale una tappa del concerto “Farewell tour”.
Dopo più di dieci anni  e mezzo, la band ha deciso di ritirarsi dalla scena e dire addio ai loro fans.

Il gruppo, con  il nome spagnolo (vai con Dio) , canta in inglese e francese, e unisce elementi  del jazz, blues, soul, latino, rock e  musica zingaresca.

Il gruppo  è stato formato nel 1986 da Dani Klein, Dirk Schoufs (il basso dal gruppo rockabilly The Wild Ones) e Willy Lambregt  (la chitarrista ).

I musicisti nel tempo sono cambiati, ma Dani Klein era la donna centrale della band, come  cantante, autore dei testi, leader del gruppo e co-produttore.

Negli ultimi 25 anni, Vay con Dios ha pubblicato sei album in studio, tre compilation e venduto oltre 10 milioni di album e 3 milioni di singoli.
Nel dicembre2010 ha pubblicato un remix della canzone “Nah Neh Nah” del  duo tedesco DJ Milk & Sugar, avendo un successo non previsto ed entrando nella top 10 tedesca.

La cantante Dani Klein il 1° gennaio2013 hacompiuto 60 anni e dopo un tour di addio, vuole dedicarsi ad una vita tranquilla.

Recentemente ha pubblicato la sua autobiografia dal titolo “Memorie” .

Per ogni concerto di “Farewell tour,  il pubblico era invitato a scegliere e votare sul  sito web le tre canzone che voleva ascoltare.

Cosi, la cantante Dani Klein con il gruppo  hanno regalato ai loro fan una serata bellissima con le loro canzoni più famose e popolari negli arrangiamenti originali degli anni ottanta e novanta.

Il concerto ha cominciato con il belgradese “Duo moderato”, composto dal violoncellista Vrbanic Mila e chitarrista Milano Ignjatovic.

Le loro canzoni sono basate sull’uso della musica etnica nella regione balcanica.

Dopo un fragoroso applauso, Dani Klein ha cominciato la sua perfomance con la canzone “One silver dollar”, ma la terza  canzone  “Johny” è stata quella che ha entusiasmato il pubblico.

Una grande sorpresa è stata il duetto con la spagnola Mariana Velosa, una donna con la voce divina.

Insieme hanno cantato la bellissima ballata “What’s woman”.

Sulla scena semplicemente, senza i fuochi d’artificio e pirotecnici, con la suo voce caratteristica e vellutata, Dani Klein ha creato l’atmosfera di un fumoso jazz bar.

Al ritmo della musica, Invece degli accendini, in Kombank Arena hanno acceso i cellulari.

Poi , hanno eseguito le canzoni che hanno avuto grande successo come : “Don’t Cry For Louie”, “Just A Friend Of Mine”, “Puerto Ricco” ; i numeri con i jazz-elemento “Night Owls” , le ballate ”Don’t break my Heart”, “Lay Your Hands” , “Heading for a Fall”

La grande ovazione del pubblico ha provocato una performance della canzone “Je l’aime, je l’aime”, in parte in francese e in parte in gitano, con i divini suoni del violino.

In origine, questa canzone si chiamava “Djelem djelem”, scritta e composta dall’ex-jugoslavo Zarko Jovanovic.
E ‘stata accettata come Roma Anthem del Congresso Mondiale dei Rom a Londra 1971.

Nel tempo la canzone è stata interpretata da molti, ma dalle nostre parti, quella più notevole è di Saban Bajramovic e Olivera Katarina, come l’hanno cantata in duetto nel novembre 2006., durante il loro primo concerto a Belgrado.

Dopo un’ora e mezzo, nell’atmosfera creata dai fans, il gruppo è tornato per il bis.

Dani Klein ha cantato le canzone “I don’t Want to know” and “Still A Man”.

Con le sue parole ”Volete cantare, ballare e gridare ? ” ha cominciato la famosa ed allegra canzone “Nah Neh Nah” .

Tutta Kombank Arena era in piedi, cantava e ballava con i suoni del suo “hit” maggiore.

Con questa canzone Vaya con Dios ha salutato il pubblico.

Possiamo dire che ognuno al concerto ha trovato la sua emozione.

Qualcuno se è ritrovato nelle ballate, qualcuno nei ritmi di jazz oppure nelle melodie allegre.

Il loro stile riconoscibile che collega le diverse categorie di musica,  trova la strada nei cuori della gente che ancora crede nell’ amore e nella vita.

E queste due cose sono le più importanti in tutto il mondo.