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Tanti auguri scuola mia!

Scritto da Laura C. Bozzo il 4 ottobre 2011
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Il mese scorso vi raccontavo del 150 simo anniversario del Collegio Nostra Signora dell’Orto, una scuola nata dall’emigrazione delle Suore Gianelline, cui loro prima sede è stata la nostra città di Montevideo.

Settembre è stato anche il mese della nascita della Scuola Italiana di Montevideo, il giorno 17 dell’anno 1886.Il Dott. Leone María Morelli, e diverse Associazioni italiane dell’epoca, vederono la possibilità di creare “una scuola modello che tra uruguaiani ed italiani residenti nella città, onorerà la nostra amata Italia”.

È nata prima come Scuola di Arti e Mestieri, enlla sede di Colonia e Río Negro, con tanti professionisti che arrivavano.

Dopo si è trasferita alla sede di Uruguay e Magallanes, insegnando la scuola elementare e la media. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale è stata chiusa per problemi politici. Ma riaprì per accogliere i figli dell’ultima grossa ondata di italiani arrivati.Ha lavorato lì fino al 1974, quando si trasfiere al quartiere di Carrasco, la sede attuale.

Una sede che è molto completa e che copre le necessità di bambini dai 3 mesi a giovani fino all’inizio dell’Università, con un programma che prevede l’insegnamento in spagnolo, in italiano ed in inglese.

Parlando con il Comm. Giovanni Costanzelli, Presidente del Consiglio Direttivo, ci racconta che “la Scuola Italianadi Montevideo ha raggiunto il suo compleanno vivendo una epoca di grandi risultati. Per esempio,la Parità Scolasticaè stata ottenuta dopo anni di preparazione e di controlli avvenuti, ed ha celebrato anche  il riconoscimento di qualità delle norme UNIT, le direttive dell’Istituto Uruguayano di Norme Tecniche.

Vive un fermento permanente di progressi, grazie alle inquietudini ed al dinamismo di un Consiglio Direttivo formato anche di ex alunni.

La Scuola aspira oggi a nuovi obiettivi, cercando la possibilità di nuovi studi e carriere specializzate nell’ambito della formazione”.
Con mia sorella abbiamo frequentato le aule di Carrasco, dato che abbiamo cambiato scuola lo stesso anno chela SIMdecide il traslocco.
Per noi era una sede troppo grande, vista la scuola che frequentavamo prima. Ma dove trovevamo tutto, anche la possibilità di fare sport nel dopo-scuola.
E se di sport si tratta “ha completato le aspirazioni di carattere sportivo, potenziando una Scuola di Calcio diretta da giocatori di provata stima di livello internazionale. Ha arricchito il Polisportivo di un moderno pavimento di gomma, unico in Uruguay. Dopo d’aver livellato e fertilizzato i campi sportivi, si sono dotati di un sistema di irrigazione automatica.
Si è arricchita di 6 campi di Tennis, a suo tempo molto sollecitati da genitori ed ex alunni”, ci descrive Costanzelli.

 Per noi la Scuolaè stata la nostra seconda casa, dove torniamo a condividere con la comunità italiana i giorni di festa, o gli inviti che fanno le sue autorità in date importanti per gli allievi ed ex alunni.

È stata la fonte di tanta conoscenza: prima del mondo italiano, dell’imparare la lingua dei nostri antenati, di conoscere i paesaggi della nostra cultura. Poi, lo stimolo allo studio, con tanti bravi professori che ci hanno accompagnato nel percorso di studio.
Costanzelli,  in questo mondo così nuovo, cambiante, globalizzato quale è la sfida per i ragazzi che finisconola Scuolaoggi? “In questi tre anni i nostri ragazzi hanno raggiunto tuttila Parità Scolastica(100%), percentuale questa non ottenuta nelle Scuole Italiane del Cile, Argentina e Brasile.
Pertanto: i ragazzi che lascianola SIMaffronteranno con preparazione e sicurezza la sfida di un mondo difficile quale è l’attuale”.

Se io immaginasse una risposta della Scuola al fatto della sua proiezione verso il suo 126º compleanno, Costanzelli mi ha risposto prima: “Qui non si fermala SIM. Riccadi un passato glorioso si proietta ad un futuro sempre migliore”.
E in questo futuro si trova anche “l’Associazione di ex alunni catalogati e collegati via internet con più di due mila di loro”.

Si! Ci siamo ritrovati in tanti grazie al Facebook! In tanti in numero e in tanti in generazioni. Ogni tanto viene allegata una nuova-vecchia fotografia, un nuovo-vecchio commento, un nuovo-vecchio ricordo a tanti che siamo stati lì.

E quanto si sta’ bene quando uno percorre i luoghi dell’infanzia, le aule delle prime note, i giardini delle ricreazioni. Quando uno ritrova persone che da tempo non vede. I vecchi compagni, i giovani professori, tutti presi nei luoghi del nostro quotidiano.

Quando il 120º anniversario,la Presidentedel Consiglio Direttivo di allora, Dott.ssa Adriana Testoni, sottolineava gli obiettivi con i quali si erano iniziati i lavori nel 1886 “mantenere vivo il ricordo della terra lontana e preparando uomini utili alla società”.

Oggi sono 125 anni che confermano la sua dedizione alla formazione ed anche a tramandare la cultura delle tradizioni italiane. Una Scuola che non solo vede il futuro, ma che lo costruisce.

Tanti auguri Scuola mia!

NB: Quelle foto in bianco e nero fanno parte dell’Archivio della Scuola. Le foto a colori sono state scattate da me.