www.faronotizie.it - Anno XV - n. 168 - Aprile

Mario

Scritto da Francesco M.T.Tarantino il 1 luglio 2012
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¿E adesso chi resta a farci coraggio?
Com’è difficile scriver dei versi
per un amico che non chiede omaggio
né pietà per destini e tempi avversi.

Nel bisogno della consolazione
c’eri sempre tu a darmi conforto
con una spalla amica come unzione
a tanta tristezza in cui ero assorto.

¿Come potrei scordarmi di quei giorni,
della sensibilità che mostravi,
gli itinerari sui monti e i ritorni
nella mia casa dove sostavi?

Sei partito alla vigilia di un’era
che avrebbe scommesso sulla ripresa
di quella danza interrotta una sera
lasciando la tua anima sospesa.

Non è tardi per riprendere il gioco
ora che il passo ti guida in un oltre,
e al cammino basterà un lume fioco
quando vorrai attraversar la coltre

di terra bruna che le nostre mani
han lasciato cadere sulla fronte
di un uomo bello che anticipa il domani
perché ha già varcato l’ultimo ponte.

Ciao Mario, respirami sul collo,
se e quando vorrai dirmi delle cose.
Lo sai, non ci vorrà marca da bollo
per alitare sulle mie rose.

Ti sia lieve questa nostra terra
e ti accarezzi in ogni situazione
l’angelo che dolcemente ti afferra
e ti indica la sua direzione.

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