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Una storia di 120 anni

Scritto da Giuseppe Sola il 1 maggio 2012
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120 anni fa nasceva il Partito Socialista Italiano, credo che sia un dovere ricordare un Partito che contribuì  più di tutti ad avere una democrazia che tutti gli italiani si sono sentiti di difendere.. La lotta socialista per l’allargamento del suffragio universale fece entrare nello Stato finalmente gli operai, i contadini, le donne. I Maestri socialisti costituirono le leghe, le cooperative, le sezioni. Con l’Avanti arrivarono a imparare a leggere e a scrivere i militanti facendo acquisire loro coscienza dei propri diritti. Per far prendere veramente consapevolezza agli operai, ai contadini di far parte veramente di uno Stato, pagarono un grande tributo, in termini di morti, ferito, pagarono con il carcere. Nonostante tutto, andarono avanti promuovendo lotte sociali per il pane, il lavoro, per una giusta paga equivalente a otto ore. Per l’assicurazione contro gli infortuni e la pensione, queste furono solo alcune delle pagine gloriose che fecero grande il partito Socialista. Furono sempre più numerosi i deputati socialisti in parlamento, così come lo furono nei municipi, nelle provincie. Nelle piazze sventolavano finalmente le bandiere rosse. I padri del socialismo predicavano l’uguaglianza esortando i contadini a parlare con il cappello in testa se il padrone prima non levava il suo. Anche questo contribuì a fare dell’Italia una repubblica democratica.

Nel 1919 alle elezioni fu il primo Partito, si poteva andare al governo se l’anticlericalismo interno e l’antisocialismo del PPI all’esterno ne paralizzarono l’azione. Lo scissionismo fu l’altro grande male. Il partito si fondava sostanzialmente su due correnti. I riformisti e i massimalisti che pur mirando allo stesso fine- il socialismo-, il primo con la democrazia, la seconda con la rivoluzione portarono il Partito alla divisione.

Al congresso del PSI del 1921 a Livorno una parte lascia il Partito per dar vita all’illusione rivoluzionaria comunista. Nacque il Partito dei comunisti Italiani, che paradossalmente indebolendo lo PSI, favorì l’ascesa del Fascismo. Il PSI fu in prima linea nella resistenza e nella liberazione. Alle elezioni del 2 giugno 1946 nonostante il risultato favorì il PSI, un’altra lotta interna divise il partito tra filocomunisti e anticomunisti in pratica alleati subalterni ai due grandi partiti PCI e DC. Dieci anni durò la sudditanza al PCI e finalmente si riprese ad avere una linea politica autonome. Iniziarono anche le alleanze con i cattolici democratici, dando vita al centro-sinistra. Fu una stagione esaltante  che non durò. Clientelismo e favoritismi misero radici. Storica la frase di Sandro Pertini “ i socialisti servono, non si servono del Partito.” Il PSI ha avuto grandi uomini tra le sue fila, volutamente ho evitato di elencarli. Hanno saputo governare e contribuire a fare dell’Italia un Paese moderno. Questi 120 anni non devono rappresentare solo un retorico omaggio alle storie che hanno fatto grande i socialisti, che hanno saputo assumere responsabilità di governo sapendo rappresentare gli interessi generali del Paese e dei lavoratori. Devono rappresentare una speranza verso il futuro. In Italia e in Europa non si potrà prescindere dalla grande tradizione socialista, questo è il mio auspicio. Questa è la mia speranza.

 

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