www.faronotizie.it - Anno XV - n. 168 - Aprile

[Diresti che sogna …]

Scritto da Lucianna Argentino il 1 aprile 2012
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Diresti che sogna, stanco, sceso dal tempo
tornato all’ignoranza poiché di sé sa poco
e meno ancora sa del suo presente e come me
lascia che accada il provvisorio.
Sembra sua la mia irosa piaga
ora che tendo dove la passione soggioga la pace
in una scialba tentazione di cose troppo presto mie.
Eppure non so quale destino plasmava per me
mia madre col suo sangue, dunque ignoro
in cosa ho mancato, né so cos’è di te
che manca alla mia quiete
ma indugio dolce alla tua guerra.
Per questo e altro credila pura la legge
che mi lega ai sensi e mi vota alla necessit
di stare nel gerundio. Poiché amando
mi voltai prima che la tua voce mi chiamasse
con un nome nuovo, vedo questa imperfetta gioia
rinviare l’arrivo di una dissimulata tregua
e porto a riva quanto appreso nell’inganno
mi libera al volo – assolto il padre – ma solo in sogno
trova compimento, il giusto spazio, l’adeguato tempo
per chiedersi se sia vero, se sia possibile.
E in questa pace obliqua fu facile tacersi
ciò che andava detto e come è stato opaco
il tuo spogliarmi e poi non riconoscermi.
Ma fossi stata solo amata avrei imitato il cuore:
fedele e arreso nel dovere del battito.
Così ho sacrificato per te la mia salvezza
e sconto la nostalgia per quanto di te
è unghia nella pelle, è poesia feroce
ma – peccatrice in proprio – settanta volte sette
ti perdono quel sì detto di profilo.

                                        da “Il talento di Persefone”
                                                                                                              [STAMPA]