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NBA da favola

Scritto da Angelo Marino il 1 marzo 2012
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“Il pompelmo è un limone che ha avuto un opportunità e ne ha approfittato”. Chissà se Jeremy Lin ha mai conosciuto questa citazione di Oscar Wilde, di sicuro, da una decina di giorni a questa parte, ne rappresenta l’esempio più conosciuto e famoso di tutta America.

Jeremy Lin è un giocatore di basket, un playmaker per l’esattezza, che fino alla sera del 4 febbraio 2012 dormiva sul divano, a casa del fratello maggiore o di alcuni compagni di squadra, e che la mattina successiva si è svegliato sulle copertine di tutti i più famosi giornali sportivi.

La favola di questo giocatore ha inizio nella partita contro New Jersey quando l’allenatore guarda in fondo alla panchina e scorge Lin, riserva della riserva della riserva. Il ventitreenne nato a Los Angeles da genitori immigrati, Cina madre e Taiwan il padre, è entrato in campo e ha ripagato l’inaspettata fiducia segnando 25 punti, prendendo 5 rimbalzi e facendo 7 assist ai compagni, riportando i Knicks alla vittoria e salvando il posto dell’allenatore.

Da quel momento Jeremy non è più uscito dal campo, guidando la sua squadra, New York, con sette vittorie consecutive. Tra questi successi: uno contro Toronto dove ha tirato il canestro decisivo da tre all’ultimo secondo dalla fine della partita, uno contro i Lakers di Kobe Bryant dove ha dato spettacolo con 38 punti e l’ultimo ieri sera contro Sacramento Kings dove con 13 assists è riuscito a mandare in doppia cifra ben 6 compagni.

Lin è riuscito a fare quello che a nessun playmaker era riuscito prima: condurre alla vittoria gli stanchi e affaticati knicks.

Tutte queste cifre, 25 punti, 28, 23, 38, 20 e altri 27 punti, hanno permesso a Jeremy Lin di battere il record assoluto, prima di Shaquille O’Neil, come giocatore che ha segnato più punti nelle prime cinque partite in cui è stato schierato titolare.

Ma ancora più importante, questi numeri sono valsi a Jeromy Lin un contratto al minimo sindacale tra i giocatori di basket statunitensi della NBA con cui il ventitreenne ha potuto prendere in affitto un appartamento a Manhattan e abbandonare finalmente il divano sul quale aveva dormito fino alla sera del 4 febbraio.

Sera in cui tutto è cambiato, per i New York Knicks e per Lin: la canotta numero 17 di Jeremy è stravenduta, il biglietto d’ingresso al Madison Square Garden è aumentato, gli allenamenti di New York Knicks sono presi d’assalto e la giovane star pare abbia già iniziato a commercializzare la parola Linsanity.

La trasformazione di Jeremy, da panchinaro senza contratto a vera e propria stella, è a tutti gli effetti una vera e propria favola moderna. Un fenomeno capace, anche in una città abituata ai colpi di scena, di stupire tanti appassionati di basket e non. Una storia da sogno americano che fa sperare tante persone e che ha richiesto addirittura la coniazione di nuovi termini, quali Lin-sanity, Thrill-Lin, Lin-sationale, Lin-credible.

Auguriamoci che Jeromy Lin possa continuare a stupire. E visti i risultati, sul campo e non, se lo augurano tutti anche a New York.

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