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Il cinema rivoluzionario di Glauber Rocha

Scritto da Mimmo Mastrangelo il 1 maggio 2015
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Il Brasile della fine degli anni cinquanta inizi sessanta per quanta fosse una nazione occidentalizzata rientrava nell’area dei Paesi sottosviluppati. I giovani di Rio più politicizzati e  dissidenti verso il governo  si ritrovavano nei caffè.
Scrivevano articoli, andavano a cinema, con favori avevano accolto lo spirito innovativo del Neorealismo e della Nouvelle Vague. E volevano che il cinema brasiliano desse voce agli ultimi, narrasse per conto delle minoranze sottomesse, dei contadini e dei  lavoratori senza terra. In questo clima di  impegno si andarono affermando i film del Cinema Novo che, rifacendosi al movimento modernista brasiliano degli anni venti, si connotò  in un misto tra realismo ed surrealismo tra storia e mito, tra problematiche sociali ed ossessioni personali. Principali interpreti di questo movimento furono  Nelson Pereira dos Santos, Ruy Guerra,  Joaquim Pedro de Andrade ma colui che seppe meglio far conoscere nel mondo quel cinema politico dell’Americana  Latina che racchiudeva in sé anche una sorta di rivoluzione estetica (piano sequenza, macchina da presa a mano, zoom, i tempi, i passaggi indecifrabili dalla fantasia e alla realtà…) fu sicuramente Glauber Rocha (Victoria del Conquista 1939-Rio de Janiero 1981) la cui produzione filmica  è il risvolto di creatività e rigore, arte e rivoluzione, anima e corpo.

Anima dunque del Cinema Novo, Rocha, che già da adolescente si era riuscito a mettere in luce come critico cinematografico, nel 1965 redasse un documento che fece  da manifesto dei registi novisti  e che ancora ha una forza politica, sociale ed artistica dirompente (magari lo sposassero in tanti tra registi, attori, operatori culturali). <<…Dove ci sia un cineasta –  scrive Rocha – di qualunque età, di qualunque origine, pronto a porre il suo cinema e la sua professione al servizio delle cause importanti della sua epoca, lì sarà un germe del Cinema Novo che si emargina dall’industria perché l’impegno  del cinema industriale è con la menzogna e con lo sfruttamento. Il Cinema Novo è un progetto che si realizza nella politica della fame, e soffre, proprio per questo, tutte le conseguenti debolezze della sua particolare condizione di esistenza>>.

Regista che ha ispirato Scorsese, Demme, il nostro Bertolucci e in particolare Herzog, Glauber Rocha  ha firmato  nella carriera opere indimenticabili, quattro capisaldi della sua cinematografia, Barravento (1962), Il dio nero e il diavolo biondo(1964)), Terra in trance , Antonio das mortes (1969),  in formato dvd fanno parte  del cofanetto  appena  edito  dalla  Raro Video. Un poker impareggiabile di opere a cui è allegato un libretto di presentazione curato dal critico cinematografico Boris Sollazzo che riconosce.