www.faronotizie.it - Anno XV - n. 167 - Marzo

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Arriva nelle sale italiane fra qualche settimana il film applaudito all’ultimo Giffoni Film Festival La vita e’ facile ad occhi chiusi  del madrileno David Trueba… ispirato ad una storia vera… del tempo in cui  John Lennon lavorò  nel film di Richard Lester Come ho vinto la guerra…. il film e’ stato scelto per rappresentare la Spagna agli Oscar. Ha vinto sei premi Goya nel suo paese.

Nel 1966 si disse che John Lennon era affetto da una crisi esistenziale, girò voce che avrebbe voluto lasciare anche la trionfale avventura artistica che stava vivendo coi suoi compagni Georges Harrison, Paul McCartey e Ringo Starr. E proprio in questo (non felice ) momento  si ritrovò con il regista Richard Lester (SupermanSuperman II)  in Andalusia, per l’esattezza ad Almerìa, una splendida città sul mare il cui  territorio interno del Tabernas  dall’orografia sahariana in quegli anni era diventato la location  scelta da  Sergio Leone, Sergio Corbucci ed altri registi per i  loro paella (i famosi  spaghetti western). Ad Almerìa   Lennon, Lester e Michael Crawford  girarono Come ho vinto la guerra,  commedia satirica e antimilitarista (Lennon la definì “anti-anti guerra”) non tanto riuscita,  ma con dei passaggi divertentissimi e una “regia immaginosa”. Nelle pause tra una ripresa e l’altra si disse pure che Lennon compose la famosa Strawberry fields forever  e una sua frase, Living is easy with eyes closed  (La vita è facile ad occhi chiusi), è diventata il titolo del sesto  lungometraggio del regista e scrittore madrileno David Trueba. Applaudito all’ultima  edizione del Giffoni Film Festival e fra qualche settimana nelle sale italiane distribuito dall’Exitmedia, il film è ispirato ad una storia vera: Antonio (un superlativo Javier Càmara) è un professore d’inglese innamorato dei Beatles che, partendo dai testi della band di Liverpool, sprona i sui alunni a sentire e far proprio il sogno della libertà. Venuto a sapere che Lennon si trova in Andalusia per le riprese  di Come ho vinto la guerra, il professore decide di partire e raggiungere il suo idolo con malmessa 850 Fiat (autovettura particolarmente filmografica). Durante il viaggio incontra  Belén (l’intensa Natalia de Molina), una  ventenne che sta  scappando dalle drastiche decisioni della famiglia a seguito di una gravidanza, e Juanjo, un sedicenne anche  lui allontanatosi dai parenti dopo aver litigato col padre. Nel  favoloso paesaggio  di Almerià, dove la luce del sole, riflettendo su  rocce e sabbia, dirama una incredibile gamma di sfumature, l’avventuroso road movie di Antonio, Belén e Jaunjo diventa uno scavo  per rimettere ordine nelle proprie vite, ma,  al contempo, per far emergere il grigiore asfissiante della società franchista della Spagna dell’epoca. La vita è facile ad occhi chiusi  è una commedia agra e di garbo, i suoi sprazzi di sentimentalismo non disturbano né concedono terreno a sdolcinatura forzate da fiction. Lo scorso anno nel suo Paese il lavoro di Trueba è risultato molto acclamato e  a conferma è arrivato il riconoscimento a rappresentarla Spagna agli Oscar e la conquista di sei premi Goya (gli Oscar del cinema spagnolo) i quali, pensiamo, siano tutti meritati.