www.faronotizie.it - Anno XV - n. 173 - Settembre

LAGO–sto mormannese

Scritto da Gaetano La Terza il 1 settembre 2014
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Me lo immaginavo più legato alla valorizzazione del lago il programma dell’agosto mormannese, l’anno scorso oltre alle gare di canoa che si sono ripetute anche quest’anno con successo, si stava tentando di coinvolgere gli abitanti della zona nelle attività sportive, anch’io mi sono fatto il bagno nel lago, mi sono abbronzato sdraiato sulla riva come avrebbero potuto fare molti altri. Avevo immaginato LAGO-puntura, LAGO-nia politica di Berlusconi, meno male che per soddisfare LAGO-la ci sono i salumi e LAGO-gnato cantiere dell’autostrada.

Comunque un agosto interessante, un ritorno alla normalità dopo la parentesi del terremoto e non era scontata.

La Cattedrale e la Piazza 8 Marzo riaperte, spettacoli al Faro, cene multietniche, concerti in piazza e a Campotenese, dove proseguono i lavori del centro visitatori, progetto dello stesso architetto che a breve ci consegnerà la nuova chiesa, la cui realizzazione  tante autorevoli polemiche ha provocato.
Molto fermento, voglia di operare, di utilizzare al meglio un patrimonio di risorse culturali ed ambientali, di recuperare gli edifici nel centro storico. Si avverte questo processo di riappropriazione del tessuto edilizio anche a fini turistici, le popolazioni locali vogliono essere protagoniste del loro sviluppo.

Il mio amico Armando mi chiede: perché nella vicenda dell’hotel S.Elena l’atteggiamento della popolazione locale è stato sostanzialmente ostile?

Perché l’hanno vissuta come estranea, artificiale, lontana dall’idea di un Parco dove la cementificazione non dovrebbe prendere il sopravvento,  l’abitante del luogo  deve essere protagonista con i suoi prodotti tipici, con le sue capacità e competenze, non era interessato a fare il servo di una ipotetica ‘bottana metropolitana’ come suggeriva Giannini.

Quindi se si ponesse oggi il problema di approvare quel progetto faraonico il parere potrebbe essere negativo ma la domanda oggi è:   cosa ne facciamo di un…ecomostro, come sostiene qualcuno, vicino ad un palazzaccio che nulla ha a che fare con l’architettura locale?  Sarà demolito?  Sarà ultimata la costruzione?

La soluzione peggiore mi sembra quella attuale: indifferenza, menefreghismo, far finta di non vederlo, fra 10 anni diventerà un rudere.

Un’altra iniziativa che ho apprezzato è l’attenzione per gli scrittori locali oltre che per i pittori e poeti e a tal proposito mi piace citare il titolo dell’ultimo testo di Gennaro Cavaliere: la popolata solitudine che è tipica degli ottantenni come lui dice, ma che io avverto quando sono a Mormanno: un isolamento geografico che fa da freno allo sviluppo turistico, la rassegnazione e il fatalismo, la filosofia del ticciabbaca che stronca qualsiasi idea e quindi l’incontro in piazza e la passeggiata quale unico antidoto alla solitudine.

Nel testo di Cavaliere viene citato Salvatore Alberti di Mormanno, carabiniere ucciso in Sicilia dove era stato mandato a sconfiggere il banditismo; non sarebbe il caso di intitolargli la nuova caserma dei carabinieri di Mormanno?