www.faronotizie.it - Anno XII - n. 132 - Aprile

Sabato mattina

Scritto da Antonella Antonelli il 1 aprile 2017
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E’ un sabato mattina triste. Piove ininterrottamente da due giorni. L’altra notte un ragazzo di trent’anni, è andato a schiantarsi con la macchina contro il pilone di un ponte sulla tangenziale.
Che importanza può avere ora sapere se fosse ubriaco, assonnato, se invece correva e il suo desiderio fosse proprio quello di farla finita? E chi sono io, del resto, per potermelo perfino chiedere? Forse lo faccio solo… leggi tutto 

One Response so far.

  1. “Tristezza”, “pioggia e lacrime più forti di essa”, “cecità” , “costrizione a sognarli sempre piccoli”…. sono tutti segni di uno stato d’animo di paralisi, che subentra dopo la morte di un figlio, che comunque avvenga, rappresenta per la madre un carico d’esplosione di gioia( esuberanza) non contenibile in una società,che ci tiene nell’oscurità completa con la sua cecità psicologica e morale. L’inezia delle istituzioni, l’indifferenza sociale come se tutto questo fosse normale oggi, peggiora precipitandola persona lesa in uno stato d’animo apatico e passivo, che si prepara a vivere la sua ulteriore solitudine.
    Quante aspettative nella vita di un figlio che rappresenta una seconda chance che la vita ci riserva! Quella vitalità e possibilità che il mondo possa cambiare si spegne con l’improvvisa perdit, e con lui i sogni, che, piccoli, banali o grandi che siano ci tengono in vita ed alimentano il nostro essere, la nostra essenza di madri, di persone che lottano incessantemente con grandi sacrifici e…, nonostante le avversità credono attraverso loro (i figli) che qualcosa possa ancora cambiare la nostra esistenza e dare un senso alla nostra vita………