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		<title>La Pasqua degli ortodossi</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 14:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato notte è stata celebrata anche a Bologna la Pasqua delle chiese ortodosse che seguono  il calendario giuliano. La Pasqua è una festa che deve essere trascorsa in famiglia e con gli amici. Ecco perché tutti i fedeli arrivano in chiesa con borse e cesti pieni di cibo e tante<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=10052">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato notte è stata celebrata anche a Bologna la Pasqua delle chiese ortodosse che seguono  il calendario giuliano.<br />
La Pasqua è una festa che deve essere trascorsa in famiglia e con gli amici. Ecco perché tutti i fedeli arrivano in chiesa con borse e cesti pieni di cibo e tante uova sode colorate per essere benedette e da consumare la domenica a pranzo.</p>
<p>Nel nostro giro iniziato alle 21 e finito alle 9 di domenica mattina, rimanendo a Bologna abbiamo attraversato Eritrea, Egitto, Grecia, Russia, Romania, Moldavia, Ucraina, Serbia e altri paesi.</p>
<p>Ecco le otto chiese dove abbiamo condiviso la Pasqua: nella chiesa di via De’ Fusari ecco arrivare, avvolti in grandi scialli bianchi, i copti ortodossi eritrei. La chiesa è guidata da Padre Rezene, sposato padre di tre figli. Lavora a Bergamo e viene ogni fine settimana a celebrare la domenica a Bologna. Durante la celebrazione è stata battezzata la piccola Alexandra.</p>
<p>A San lazzaro in Via Giovanni XXIII, nella chiesa la Chiesa copta egiziana, ospitata in un oratorio della chiesa bolognese, i riti sono guidati da padre Abona Esozoros  monaco copto. Mounir Abskhro responsabile della comunità è felice. Tra pochi giorni gli egiziani avranno la loro chiesa. Verrà inaugurata con una grande celebrazione e una grande festa.</p>
<p>Solo una piccola parte dei greci sono riusciti ad entrare nella nella loro chiesa dedicata a  San Demetrio Megalomartire in via dei Griffoni, guidata dall’ Archimandrita Dionysios. Per questo la processione lungo la strada è sempre molto partecipata. Il ritorno a casa è sempre fatta con la candela accesa in mano.</p>
<p>Tre vigili urbani in via sant’Isaia  fino alle 3,30 del mattino hanno protetto dalle auto i fedeli russo-ortodossi arrivati in massa ma rimasti fuori dalla chiesa. Hanno comunque potuto seguire la cerimonia attraverso due televisori posti all’esterno della chiesa dedicata a San Basilio il Grande del Patriarcato di Mosca. E’ guidata dall’Archimandrita Marco Davitti e altri sacerdoti e diaconi. L’arrivo della processione in piazza San Francesco ha sorpreso e sconcertato le centinaia di ragazzi che ogni sabato “polleggiano” fino all’arrivo del giorno.</p>
<p>L’Arciprete Ion Rimboi, 56 anni,  decano missionario delle chiese romene dell’Emilia-Romagna del Patriarcato ortodosso romeno di Bucarest –guida la  Parrocchia di San Nicola Via Calari. Anche qui una bella presenza  di fedeli rumeni.</p>
<p>La Comunità Greco-Cattolica romena di Bologna in via del Cestello è invece guidata da Padre Marinel Muresan, sposato, quattro figli. Alle celebrazione hanno partecipato molti giovani e ragazze nel loro costume tradizione. Anche qui non mancano le uova che a fine celebrazione vengono scambiate o regalate.</p>
<p>I moldavi del Patriarcato di Mosca, da pochi mesi hanno la loro chiesa in via Saragozza. Sono guidati da padre Trifon con un fisico da atleta. I tavoli dell’oratorio sono completamente ricoperti dei cibi tradizionali in attesa della benedizione.</p>
<p>Alle sei di domenica mattina partiva con canti e suoni di campanelli la processione della Comunità Greco-Cattolica ucraina di Bologna di via dei Leprosetti guidata da Padre Andriy Zhyburskyy. Alle 8 nella chiesa non si riusciva più ad entrare. Anche qui una lunga fila di cestini colorati con i cibi da benedire. (Fotoservizio di Mario Rebeschini)</p>
<p>Didascalie<br />
1-2  Copti ortodossi eritrei<br />
2-4  Copti ortodossi egiziani<br />
5-6  Greco ortodossi<br />
7.8  Russo ortodossi<br />
9-10  Rumeni ortodossi<br />
11-12 Rumeni greco-cattolici<br />
13-14 Moldavi del patriarcato di Mosca<br />
15- 16 Ucraini greco-cattolici</p>
<p style="text-align: center;">                                                               <em><strong><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/Ortodossi.wmv"> Guarda la fotogallery</a></strong></em></p>
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		<title>La diversità dell’Islam e il dialogo interreligioso</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[“La diversità dell’Islam e il dialogo interreligioso” è stato il tema del convegno organizzato dalla Confederazione Islamica Italiana al Salone d’Onore Circolo Ufficiali di Bologna. L’evento ha avuto luogo il 30 aprile scorso a partire dalle 10 del mattino, con un programma ricco&#8230; (leggi tutto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La diversità dell’Islam e il dialogo interreligioso” è stato il tema del convegno organizzato dalla Confederazione Islamica Italiana al Salone d’Onore Circolo Ufficiali di Bologna. L’evento ha avuto luogo il 30 aprile scorso a partire dalle 10 del mattino, con un programma ricco&#8230; (<em><strong><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/diversita.pdf">leggi tutto</a></strong></em>)</p>
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		<title>La Polizia Provinciale di Cosenza avvista due rarissimi esemplari lontra nel Parco Nazionale della Sila</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 13:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Gli agenti della Polizia Provinciale di Cosenza, in servizio presso il Distaccamento di San Giovanni in Fiore, durante un controllo a piedi lungo alcune aree particolarmente nascoste all’interno del Parco Nazionale della Sila, hanno avvistato due esemplari di Lontra (Lutra lutra), verosimilmente due adulti, maschio e femmina, durante<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=10037">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>Gli agenti della Polizia Provinciale di Cosenza, in servizio presso il Distaccamento di San Giovanni in Fiore, durante un controllo a piedi lungo alcune aree particolarmente nascoste all’interno del Parco Nazionale della Sila, hanno avvistato due esemplari di Lontra <em>(Lutra lutra), </em>verosimilmente due adulti, maschio e femmina, durante la fase che precede l’accoppiamento, mentre giocavano animatamente in prossimità di una piccola cascata.</p>
<p>Per gli agenti non è stato possibile documentare l&#8217;evento con riprese video, riuscendo ad effettuare un solo scatto poco nitido vista l’eccessiva distanza. Hanno ritenuto opportuno, in ogni caso, allontanarsi quasi subito al fine di non disturbare i due mustelidi, animali selvatici e schivi, il cui contatto con gli uomini potrebbe alterare l’equilibrio già molto precario della loro vita in natura.</p>
<p><strong>In</strong> <strong>Italia, infatti, la Lontra è un mammifero estremamente raro. Recenti stime parlano di un numero compreso tra i 220 e i 260 esemplari </strong><em>(Panzacchi </em>et al.<em>, 2011). </em>Essa è presente nella Lista Rossa del WWF-Italia quale “specie d’interesse comunitario”; è inserita nella Convenzione di Berna, ratificata dall’Italia conla Legge n.503/81, quale “specie di fauna rigorosamente protetta”; nella Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES), ratificata con Legge n.150/92 e modificata dalla Legge n.59/93, integrata dal decreto legislativo 275/01, quale “specie gravemente minacciata di estinzione per la quale è rigorosamente vietato il commercio”; nella Direttiva Habitat 92/43/CEE, recepita dall’Italia con DPR 8 settembre 1997 n.357, modificato e integrato dal DPR 12 marzo 2003 n.120, quale “specie di interesse comunitario” la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione e quale “specie che richiede una protezione rigorosa”.La Legge n.157 del 1992, inseriscela Lontra tra le “specie particolarmente protette” per cui sono previste conseguenze penali per chi le cattura, le uccide o le detiene.</p>
<p>Avvistare una coppia di lontre in natura è, dunque, un evento davvero eccezionale. Quello registrato dalla Polizia Provinciale di Cosenza assume particolare rilievo poiché, da recenti indagini circa la sua presenza,la Silanon aveva dato esiti particolarmente positivi. Da decenni era considerata estinta nella maggior parte dei corsi d&#8217;acqua.La Polizia Provincialedi Cosenza, diretta dal dott. Giuseppe Colaiacovo è impegnata in prima linea in un&#8217;attenta opera di controllo del territorio e, soprattutto, delle zone più interne al fine di contrastare atti di bracconaggio e preservare il patrimonio faunistico ed ambientale della Provincia di Cosenza.</p>
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<p><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/LONTRA2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-10040" title="LONTRA" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/LONTRA2.png" alt="" width="501" height="324" /></a></p>
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<p><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/LONTRA21.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-10041" title="LONTRA2" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/LONTRA21.png" alt="" width="359" height="384" /></a></p>
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		<title>Re Churchill per ricordare la Nakba palestinese</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:55:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In occasione dell’anniversario della Nakba, la comunità palestinese di Roma e del Lazio ha organizzato il 4 maggio scorso un pomeriggio culturale presso la sede dell’ambasciata. Hanno partecipato, oltre all’ambasciatore palestinese in Italia Sabri Ateyeh, Salameh Ashour, presidente della comunità palestinese&#8230; (leggi tutto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dell’anniversario della Nakba, la comunità palestinese di Roma e del Lazio ha organizzato il 4 maggio scorso un pomeriggio culturale presso la sede dell’ambasciata. Hanno partecipato, oltre all’ambasciatore palestinese in Italia Sabri Ateyeh, Salameh Ashour, presidente della comunità palestinese&#8230; (<em><strong><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/nakba.pdf">leggi tutto</a></strong></em>)</p>
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		<title>La magia nell&#8217;ultimo film di Sergio Rubini</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 21:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La magia è per definizione la scintilla da cui nasce il cinema, quella delle fantasmagorie e delle lanterne magiche che agli inizi del XIX secolo rapiva i bambini; quella che irruppe dagli schermi dei Lumière sotto forma di un treno alla stazione La Ciotat; quella che tra le grandi guerre<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=10013">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/peccerillo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-10022" title="peccerillo" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/peccerillo.png" alt="" width="69" height="82" /></a>La magia è per definizione la scintilla da cui nasce il cinema, quella delle fantasmagorie e delle lanterne magiche che agli inizi del XIX secolo rapiva i bambini; quella che irruppe dagli schermi dei Lumière sotto forma di un treno alla stazione <em>La Ciotat</em>; quella che tra le grandi guerre fece cantare il <em>jazz</em> ad un uomo in bianco e nero; quella che fa sì che le immagini si stacchino dallo schermo per venire a toccare i tuoi occhi in sala. «<em>Il cinema non deve raccontare la realtà, per quello c’è già la televisione. La sua grande opportunità è raccontare il fantastico, la magia</em>» ha confessato Sergio Rubini sul suo ultimo film, <em>Mi Rifaccio Vivo</em>. Non è un’idea inedita, questa, se si scorre la filmografia del regista. La magia nei suoi film ha sempre un sentimento nostalgico, una specie di sguardo sospeso verso la vita. Mi azzarderei a dire che è come se ogni volta che gli spiriti ed i morti tornano in vita nelle pellicole di Sergio Rubini (sto pensando alla bambina ne <em>L’Amore Ritorna</em>, 2004) le immagini, quelle che ci illudono di muoversi da sole sullo schermo, rappresentino una sorta di sguardo malinconico e nostalgico alla vita a cui hanno attinto, quella che se ne sta ferma in sala a contemplarle. Sullo schermo la grande illusione di riprodurre e ridonare una nuova aura alla realtà, in sala l’indegna musa che se ne sta a guardare.</p>
<p>Riflessioni romantiche, le mie, ora che il cinema è ovunque e da nessuna parte allo stesso tempo, perché le parole di un cineasta appassionato come Sergio Rubini hanno dato luogo ad una serie intensa di riflessioni. La sua è una commedia sofisticata ed intelligente che parte da una storia: la competizione tra Biagio Bianchetti (Lillo Petrolo) e Ottone Di Valerio (Neri Marcorè) iniziata da bambini per poi durare tutta la vita. Una competizione a cui nemmeno la morte riesce a dare fine tanto da proporre all’ “involontario suicida” una seconda occasione per riscattarsi dagli sbagli commessi in vita e guadagnarsi <em>in extremis</em> un posto un po’ più comodo nell’Aldilà.</p>
<p>Oltre la vita, un Paradiso Laico presieduto da Karl Marx, con una grande <em>hall</em> in cui sostare in accappatoio in attesa dell’assegnazione di un piano dove trascorrere il resto dell’Eternità. Rubini ironizza sin da subito sulla morte, perché la morte al cinema non può esistere, quindi colloca il luogo dell’Eternità nel transitorio per definizione: l’Albergo. Ma il gioco vita/morte reale/fantastico si fa sempre più intenso e a prendere le redini della scena è Dennis Ruffino (Emilio Solfrizzi), manager di fama mondiale in cui ha deciso di reincarnarsi momentaneamente lo sfortunato Bianchetti. Si sa che il cinema contemporaneo italiano che più fa parlare è quasi esclusivamente commedia; negli ultimi anni abbiamo avuto modo di vivere una sorta di stagione d’oro del genere ed in cui Emilio Solfrizzi è stato più volte presente, come nei fortunati capitoli di <em>Maschi contro Femmine</em> e <em>Femmine contro Maschi</em> e finanche in televisione con la serie <em>Tutti Pazzi per Amore.</em> In <em>Mi Rifaccio Vivo</em> riesce a dare una prova d’attore straordinaria, una vera maschera comica perfettamente in sintonia con l’<em>alter ego</em> Lillo Petrolo ed allo stesso tempo un interprete intenso e vero. Sì, perché anche la più bizzarra delle storie deve avere una certa dose di verosimiglianza, altrimenti dove sta la magia? Solfrizzi ce l’ha, riesce a rendere credibile un personaggio (o, meglio, due personaggi in uno ) paradossalmente misurato mentre gli altri si prodigano in eccessi ai limiti del grottesco. Attorno a lui, infatti, ruotano Neri Marcorè, Margherita Buy, Valentina Cervi e Vanessa Incontrada, queste ultime incarnazioni di femminilità contrapposte: nevrotiche e smaniose le prime due, morbida e leggera l’ultima.</p>
<p><span style="font-size: small;">Ma la magia più entusiasmante del film non ha a che fare con le fantasmagorie, questa trascende la metafora e ragiona sulla possibilità di “incontrare il nemico” per abbandonare l’antagonismo e cercare la pace. Biagio Bianchetti letteralmente entra nei panni di un altro, vive in casa del nemico, mangia alla sua tavola, tocca sua moglie (sì, lo so, non è un concetto molto edificante) per ritrovarvi le stesse debolezze che accusava e ripudiava in se stesso. «<em>Se vivessimo nel giardino del nemico la sua erba ci sembrerebbe uguale alla nostra</em>» ha sottolineato Rubini inneggiando alla pacificazione, all’incontro, alla condivisione tra uomini. Non in senso moraleggiante ma egoistico, per non morire logorati dalla lotta. Il cinema può raccontare tutto questo e farlo con ironia proprio come fa in <em>Mi Rifaccio Vivo</em>, che arriva nelle sale il 9 Maggio.</span></p>
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<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/rubino2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-10020" title="rubino" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/rubino2.png" alt="" width="319" height="454" /></a></span></p>
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		<title>Quel funerale civile&#8230;che&#8230;non ci fu&#8230;.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Si era parlato di funerali civili qualche volta tra amici, nel gruppo, in piazza. Era stato uno dei tanti temi religiosi che spesso costituivano oggetto di confronti culturali, o quasi, all&#8217;insegna di reciproca, bonaria provocazione. Quel giorno, però, che si seppe che l&#8217;ing. Lorenzo Albati, noto non credente, era morto,<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=10003">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si era parlato di funerali civili qualche volta tra amici, nel gruppo, in piazza. Era stato uno dei tanti temi religiosi che spesso costituivano oggetto di confronti culturali, o quasi, all&#8217;insegna di reciproca, bonaria provocazione. Quel giorno, però, che si seppe che l&#8217;ing. Lorenzo Albati, noto non credente, era morto, si pensò che il funerale civile questa volta ci sarebbe stato davvero e per il paese sarebbe stata  una novità non da poco, un avvenimento dai molti commenti. Si attendeva che dalla famiglia partisse l&#8217;annunzio. Ma proprio in famiglia e tra gli amici della famiglia  non c&#8217;era concordanza di veduta: c&#8217;era chi sosteneva la necessità del funerale civile come segno di rispetto della volontà dell&#8217;estinto, e chi, invece riteneva esagerata quella logica così rigida, perchè in casi simili, o quasi, l&#8217;atteggiamento della Chiesa non era mai univoco ma molto elastico e diversificato a seconda delle persone considerate in vita e in morte. A un certo punto ci fu chi, intelligentemente fece notare che prima di arrivare a una decisione, che poteva risultare sbagliata, conveniva interpellare il parroco, soprattutto nell&#8217;ipotesi del funerale religioso , riguardo al quale è noto che ci sono regole che sanno solo loro, i preti. Se ne convinsero tutti e ci fu subito chi si offerse per andare dal parroco.</p>
<p><strong>La sorpresa<br />
</strong>Ma don Augusto Nappi – così si chiamava il parroco – era già sulla porta. Con sorpresa di tutti. E, fatto cenno di voler entrare, si diresse verso la parta dolente per le condoglianze, quindi entrò nella stanza dove il morto era già stato composto su un letto, recitò una preghiera, quindi si girò come per uscire, ma non uscì, perchè, rivolto verso i presenti in modo particolare verso i familiari, disse: sappiamo tutti che l&#8217;ingegnere si dichiarava non credente, ateo, e che in questi casi ordinariamente si ritiene che c&#8217;è la volontà del rifiuto del funerale religioso. Devo però dire che non sempre una dichiarazione di non credenza, di ateismo, equivale a una scelta definitiva, assoluta.  Certe volte avviene che la stessa persona che si dichiara non credente, atea, mostri anche segni di ricerca , di insoddisfazione, di aspirazione a qualcosa che sa di fede&#8230;insomma&#8230;voi capite&#8230;ci possono essere segni di non fede e segni di fede&#8230;perciò se qualcuno fosse a conoscenza di fatti, di circostanze, di parole riguardanti l&#8217;ingegnere, tali da mettere in serio dubbio la sua non credenza, il suo ateismo&#8230;.farebbe bene a parlare&#8230;.sapete dove sono&#8230;E, aggiunta qualche parola di conforto e sincera partecipazione, si mosse per uscire. Ma una voce lo fermò: don Augusto devo dire qualcosa proprio riguardo a questo. Sarei venuta in chiesa per parlarvi ma ora che siete qui, posso dire qui, dinanzi a tutti.</p>
<p><strong>Un poeta&#8230;una poesia<br />
</strong>Era Rita, una figlia dell&#8217;ingegnere, professoressa in un liceo statale, laureata in lettere e filosofia, sposata con figli. Si voltarono tutti, ci fu un po&#8217; di brusio. Poi si fece silenzio mentre la signora Rita si muoveva verso don Augusto, che già si disponeva  all&#8217;ascolto. &#8211; Mi riferisco a circa due mesi fa – cominciò a dire – avevo accettato di scrivere un articolo-saggio sul poeta Ungaretti per una rivista letteraria.  Di questa mia fatica avevo informato papà e lui si era compiaciuto. Nelle varie fasi di ricerca, di consultazione e di elaborazione mi accorsi che era molto interessato  ai dati biografici del poeta soprattutto a quelli che più umanamente mettevano in evidenza l&#8217;uomo Ungaretti. Perciò non mancai di mettere in evidenza che era figlio di emigrati che erano andati in Egitto dalla Toscana  per lavorare nel grande progetto del taglio dell&#8217;istmo di Suez; che gli era morto il padre per un incidente sul lavoro quando lui aveva due anni; che la madre era una donna molto religiosa e recitava il rosario ogni sera insieme ai due figli; che lui, Giuseppe Ungaretti, aveva perduto il figlio Antonietto di nove anni per un&#8217;appendicite mal curata. Capiva che questi particolari glieli dicevo quasi per rispondere tacitamente ai suoi interrogativi sul male e sul dolore che stavano a monte della sua non credenza. Era come dire: vedi, Ungaretti ha provato il dolore, ha scritto versi molto belli sul dolore, ma è uomo e poeta credente. Seguiva il mio lavoro che cresceva in pagine e si prestava anche ad ascoltare qualche poesia. Ricordo che fu colpito molto da quei versi che stanno alla fine della poesia <em>Mio fiume anche tu..Cristo, pensoso palpito/astro incarnato nell&#8217;umane tenebre&#8230; </em>Il fatto particolare, però, fu quando una sera gli comunicai che il giorno dopo, in mattinata (era il giorno libero dalle lezioni) mi sarei occupata della poesia <em>La madre</em>, che era una fra le più toccanti e più autobiografiche e nella quale il cattolico Ungaretti è veramente grande.  Volle che gliela leggessi quella sera – Gliela lessi. Notai che gli sarebbe piaciuto riascoltarla. Gliela rilessi con qualche commento. Molto bella, disse. Mi farai sentire quel che scriverai, aggiunse, intanto fammi una fotocopia – Gliela feci – la piegò in quattro e se la mise in tasca – Si avviò per uscire, ma si fermò, si rivolse a me e disse: sai che quella madre di Ungaretti mi fa ricordare tua nonna che recitava il rosario come lei ogni sera? Ci fu una pausa. Poi aggiunse: E se  mi desse la mano anche lei?! Certo, papà, dissi. Usci e notai che l&#8217;emozione gli impediva di dire altro&#8230;Quella fotocopia è questa&#8230;E l&#8217;aperse. L&#8217;abbiamo trovata nella tasca della giacca di ogni giorno.  -Mamma, posso leggerla io, disse Lucia, una delle figlie – Lesse.</p>
<p><strong>La madre<br />
</strong><em>E il cuore quando d&#8217;un ultimo battito<br />
</em><em>Avrà fatto cadere il muro d&#8217;ombra,<br />
</em><em>Per condurmi, Madre, sino al Signore,<br />
</em><em>Come una volta mi darai la mano.</em></p>
<p><em>In ginocchio, decisa,<br />
</em><em>sarai una statua davanti all&#8217;eterno,<br />
</em><em>Come già ti vedeva<br />
</em><em>Quando eri ancora in vita.</em></p>
<p><em>Alzerai tremante le vecchie braccia,<br />
</em><em>Come quando spirasti<br />
</em><em>Dicendo. Mio Dio, eccomi.</em></p>
<p><em>E solo quando m&#8217;avrà perdonato<br />
</em><em>Ti verrà desiderio di guardarmi.<br />
</em><em>Ricorderai d&#8217;avermi atteso tanto,<br />
</em><em>E avrai negli occhi un rapido sospiro.</em></p>
<p><strong>La novita&#8217;<br />
</strong>Ora tacevano tutti. Era evidente la commozione. Qualcuno cercava di nascondere le lacrime. Ruppe il silenzio don Augusto: &#8211; E&#8217; quel che può accadere e che è accaduto. Non è una novella a lieto fine.<br />
–   C&#8217;è anche una aggiunta del nonno, disse Lucia: Aspettami anche tu, mamma, per darmi la mano.<br />
–    Don Augusto prese il foglio dalla mano di Lucia che era in atto di porgerglielo. Lesse anche lui, poi disse: Molto bene. Tutto ègrazia. Spiegherò tutto in chiesa. Via libera per il funerale religioso.<br />
Ci furono molti e vari commenti ma le parole di don Augusto tolsero ogni equivoco. Nel mistero di una vita e di una coscienza il mistero di Dio può produrre effetti sorprendenti, effetti che, quando sono presi in considerazione, inducono a concludere: C&#8217;è un <em>oltr</em>e che ci supera ma che agita la nostra mente come una presenza che ci vuole bene.</p>
<p><strong>Nel grande&#8230;.<br />
</strong>Il grande silenzio della notte<br />
sopra il respiro umano e il sonno.<br />
Durante il giorno, nel mulinìo di rifrangenze<br />
il più forte grido è appena un sussurro<br />
sotto l&#8217;impenetrabile azzurro.</p>
<p>Il grande tempo indefinibile accompagna<br />
l&#8217;umanità come presenza e memoria:<br />
ognuno vive e si racconta<br />
nella sua piccola orbita girando<br />
che nella grande presto si confonde.</p>
<p>Il grande spazio ha la terra rotante<br />
e l&#8217;indefinito d&#8217;anni-luce e il mistero:<br />
nel breve spazio di vita e di storia<br />
il cielo sembra quello di una stanza<br />
che si dilata e si restringe<br />
come il battito oscuro dell&#8217;esistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></p>
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<p><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></p>
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		<title>Nessuno si salva da solo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono le 6,00 del mattino. Un nuovo  giorno, presto per chi ha un lavoro normale, normale per chi deve iniziare quando gli altri si svegliano. Il corso è deserto quando lo attraverso. Quatto cani per strada, con il loro piscio segnano il confine di un nuovo territorio. Una zona, un<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=9998">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri;">Sono le 6,00 del mattino. Un nuovo  giorno, presto per chi ha un lavoro normale, normale per chi deve iniziare quando gli altri si svegliano. Il corso è deserto quando lo attraverso. Quatto cani per strada, con il loro piscio segnano il confine di un nuovo territorio. Una zona, un pezzo di strada, una piazza che  non ci appartiene più.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Da quel 26 ottobre la nostra vita è cambiata. Abbiamo cercato di esorcizzare la paura, è in parte ci siamo riusciti. Qualcuno ci ha detto che siamo stati un esempio di compostezza, un esempio di civiltà. Fin troppo civile aggiungo. Gente che nel momento del dolore e dello sconforto ha saputo riservare sorrisi e applausi a tutti gli intervenuti. Dai  sindacati, ai politici, alle rappresentanze governative.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Troppo civili o troppo coglioni, se alla data di oggi non è partito un solo intervento pubblico di messa in sicurezza. La legge 100 di certo è di merda e il governo locale di certo non la può modificare. Ma sbagliamo, se releghiamo il ruolo della politica e delle forze che la rappresentano a diventare replicanti della burocrazia prefettizia prima e regionale ora. A difendere norme che non abbiamo mai condiviso.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Il ruolo delle forze politiche tutte, di maggioranza e di opposizione, è quello di ridisegnare un futuro credibile per la nostra popolazione. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Di mettere in campo azioni di forte contestazione nei confronti di chi ha dettato per noi tempi non più accettabili.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Non è più il tempo di esercitare il ruolo che i cittadini hanno assegnato ai partiti con il voto amministrativo.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">E’ ora, il tempo della democrazia partecipata e partecipativa. E’ il tempo di fare bene il bene comune, è tempo di stare insieme. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Insieme in un Governo per il futuro.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Se non cogliamo ora questo tempo, i personalismi, gli individualismi, gli egoismi faranno sprofondare la nostra comunità nel tunnel del non ritorno. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Tutto questo ora, perché “<em>nessuno si salva da solo</em>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Le prime luci del mattino schiariscono il corso, i lampioni si spengono, la saracinesca del bar che ha resistito all’urto rompe l’irreale silenzio della piazza abbandonata. – <em>buongiorno, &#8211; buongiorno, </em>il nostro saluto riecheggia  nell’aria fredda di una primavera che tarda ad arrivare.</span></p>
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		<title>Le grandi manovre</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 22:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritornano alla mente le ultime parole di Diaz nel suo Bollettino della Vittoria (“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”) pensando – con gli opportuni distinguo- a quella che è<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=9890">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritornano alla mente le ultime parole di Diaz nel suo Bollettino della Vittoria (“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”) pensando – con gli opportuni distinguo- a quella che è stata la campagna elettorale del centro- sinistra, il risultato elettorale, la formazione del Governo.</p>
<p>Ma, come in ogni guerra, alla fine non ci sono stati né vinti né vincitori, tranne per quel che riguarda i soliti noti e i camaleonti, che vincono sempre e comunque, e le persone per bene, che perdono sempre e comunque.</p>
<p>Il reggimento” dei “grillini” aveva avuto la grande opportunità di contribuire ad una significativa svolta dello stanco e stancante andazzo della vita politica italiana.</p>
<p>La soldataglia raccattata alla meno peggio nel web pensava di poter fare la guerra senza avere addestramento e una professionale catena di comando fatta da sottufficiali e ufficiali di provata capacità, e il risultato si è visto.</p>
<p>Al primo vero scontro (in diretta televisiva) si sono polverizzati: sarebbe bastato dire al presidente incaricato Letta che il M5S avrebbe appoggiato un governo di centro-sinistra e tutti i giochi per le “larghe intese” sarebbero saltati; il PDL sarebbe finito all’angolo; il PD avrebbe dovuto fare seriamente i conti con le sue maggiori “due anime” che lo avrebbero messo davanti al dilemma di un’autoliquidazione o di dare vita ad un governo di chiaro segno popolare senza diverse intese.</p>
<p>I “grillini” avrebbero raccolto una inimmaginabile messe di voti nel caso di inevitabili elezioni oppure, nell’ipotesi di governo di centro-sinistra, contribuire seriamente alla rinascita del Paese.</p>
<p>La “tradotta” è oramai passata e i “grillini” sono rimasti appiedati e difficilmente riusciranno più a raggiungerla.</p>
<p>In attesa che il PD non faccia la fine dell’asino di Buridano e cominci con il rendere pubblici i nomi di chi (101) la mattina aveva assicurato il voto a Prodi per la Presidenza della Repubblica e il pomeriggio ha votato contro, cosicché i suoi elettori possano sapere con chi hanno a che fare, resta il giudizio su questo nuovo governo e su quelle che saranno le sue scelte per la soluzione dei gravi problemi che attanagliano il Paese.</p>
<p>Il discorso programmatico di Letta ha avuto passaggi interessanti per quanto riguarda il costo del lavoro, il “made in Italy”, il problema giustizia e il collasso carcerario, la riforma elettorale, l’IMU, la ricerca…. dimenticandone vistosamente altri come la scuola…</p>
<p>Vedremo nei prossimi giorni se alle parole seguiranno i fatti o ciascuna forza politica delle intese tenterà solo di far passare provvedimenti utili alla prossima campagna elettorale.</p>
<p>In ogni caso, ci sono riforme che non possono più aspettare i comodi di nessuno, e procrastinarle ancora significa bloccare la crescita di questo Paese chissà per quanto tempo ancora:</p>
<p>1)   Riforma del lavoro: è semplicemente ignobile che milioni di persone siano state rese in schiavitù con provvedimenti, assunti negli ultimi 20 anni, diretti a favorire il precariato e all’eliminazione di ogni diritto dei lavoratori, con ciò togliendo a questa grande parte del Paese la speranza di crearsi e programmarsi un futuro.</p>
<p>2)   Rilancio dell’economia e dell’occupazione: obbligare le banche ad immettere liquidità nel mercato concedendo mutui a basso tasso e finanziando le imprese; programmazione di opere pubbliche; incentivi alle imprese che investono in Italia e sanzioni per chi va a produrre all’estero e per chi all’estero paga le tasse incassando, però, i profitti in Italia; costo del lavoro a livelli europei.</p>
<p>3)   Riforma fiscale: solo un idiota (di comprovata professionalità) può pensare che l’imprenditoria grande o piccola che sia e il mondo delle professioni possono continuare a resistere versando oltre il 70% del guadagno, tra tasse, imposte, contributi etc., allo Stato.</p>
<p>4)   Riforma della Giustizia: quella civile, se semplificata –e si può- deve assicurare una risposta definitiva ai cittadini in un tempo massimo di 1 anno e mezzo (lo <em>spread</em> si abbasserebbe di 200 punti in un colpo solo e gli investitori stranieri comincerebbero a guardare all’Italia con un altro occhio…); abolizione dei criteri di progressione di carriera automatica dei magistrati vincolandola a comprovato merito, nonché periodico controllo della integrità delle capacità;  riformulazione della legge sulla responsabilità civile dei magistrati tale da assicurare concreto risarcimento alle vittime di errori giudiziari; previsione di pene detentive, senza benefici, per gli amministratori di grandi società di servizi (telecomunicazioni, energia, credito…) che hanno posto in essere reiterati comportamenti truffaldini ai danni degli utenti.</p>
<p>5)   Riforma dell’informazione: introduzione del reato di “distorsione del pensiero”, ovvero prevedere sanzioni adeguate per chi riferisce in parte dichiarazioni travisandole completamente, con ciò creando nel pubblico un falso e diverso convincimento; obbligare i telegiornali ad informare i cittadini in modo semplice e chiaro, secondo una capacità comprensiva che può avere una persona di medio-bassa cultura: gli altri non hanno bisogno dei Tg per informarsi.</p>
<p>Lo spazio e gli intendimenti di questa rubrica impediscono di dettagliare ed approfondire quanto scritto, ma se ciascuno ci riflette un po’ sopra si accorgerà che per vivere con un po’ di tranquillità non ci vuole poi molto, se le cose si fanno seriamente e con un occhio che non guardi solo alla propria tasca.</p>
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		<title>Freschi di stampa: Blumenbilder (Natura morta con fiori) di Giorgio Linguaglossa</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 22:46:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;odore di inchiostro fresco si impasta con le parole e, se trattasi di versi, da questa mescolanza possono evaporare emozionie scaglie di vagheggiati sentimenti. Tengo tra le mani il nuovo libro di Giorgio Linguaglossa sospeso tra l&#8217;ipotesi del suo contenuto e l&#8217;intrigante&#8230; (leggi tutto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;odore di inchiostro fresco si impasta con le parole e, se trattasi di versi, da questa mescolanza possono evaporare emozionie scaglie di vagheggiati sentimenti. Tengo tra le mani il nuovo libro di Giorgio Linguaglossa sospeso tra l&#8217;ipotesi del suo contenuto e l&#8217;intrigante&#8230; (<em><strong><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/05/Blumenbilder.pdf">leggi tutto</a></strong></em>)</p>
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		<title>Corsica, un sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 22:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per noi italiani dire Corsica significa richiamare alla memoria Napoleone. Ma, in Corsica più che il &#8220;Grande Còrso&#8221; ricordano, con una certa nostalgia, una italianità che da secoli non c&#8217;è più. E&#8217; il destino dei popoli che, come mazzi di carte, sono passati da una mano all&#8217;altra in un tavolo<a href="http://www.faronotizie.it/index.php/?p=9756">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/giorgio1.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-9759" title="giorgio" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/giorgio1.bmp" alt="" width="65" height="83" /></a>Per noi italiani dire Corsica significa richiamare alla memoria Napoleone.</p>
<p align="left">Ma, in Corsica più che il &#8220;Grande Còrso&#8221; ricordano, con una certa nostalgia, una italianità che da secoli non c&#8217;è più.</p>
<p align="left">E&#8217; il destino dei popoli che, come mazzi di carte, sono passati da una mano all&#8217;altra in un tavolo di incalliti giocatori.</p>
<p align="left">La Corsica vive il disagio comune a tutte le isole: i trasporti e i collegamenti con il resto del mondo.</p>
<p align="left">Questo vale, però, per i collegamenti aerei (esluso il continente francese), anche se &#8211; dopotutto- la Corsica ha ben 5 aeroporti, mentre via mare le possibilità sono numerose.</p>
<p align="left">Il tratto di mare più breve è quello che separa Bastia da Livorno, solo 4 ore a bordo di una comoda nave della Corsica Ferries &#8211; Sardinia Ferries, il cui servizio impeccabile e la sua buona cucina non possono non meritare una giusta segnalazione.</p>
<p align="left">Superate le isole dell&#8217;Arcipelago Toscano, nitide si stagliano le coste corse e, come d&#8217;incanto, si presentano alla vista, incredibilmente, alte montagne innevate.</p>
<p align="left">La Corsica non è solo un luogo di villeggiatura marina, ma anche una meta preferita per tutti gli amanti della montagna e del trekking.</p>
<p align="left">All&#8217;occhio balza subito una certa similitudine con un&#8217;Italia degli anni &#8217;60: chilometri di costa frastagliata, con meravigliose calette, con pochissime case attorno.</p>
<p align="left">Qui la cementificazione selvaggia non esiste: di selvaggio c&#8217;è, per fortuna, solo l&#8217;ambiente !</p>
<p align="left">Bravi i francesi!</p>
<p align="left">Appagata la vista, anche gli altri sensi reclamano i propri diritti.</p>
<p align="left">La Corsica non delude.</p>
<p align="left">L&#8217;accoglienza turistica è all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p align="left">Gli alberghi sono molti e se ne trovano per tutte le tasche.</p>
<p align="left">Collocati in posizione strategica per la vicinanza a Porti, aeroporti e spiagge, in Corsica si trovano alberghi che da soli fanno la vacanza, o la fanno ricordare.</p>
<p align="left">Merita senz&#8217;altro d&#8217;essere ricordato l&#8217;Hotel Chez Charles, a Lumio, lungo la strada per Calvi, da pochissimo inaugurato, con camere originali, ben disegnate ed arredate, con splendida vista sul mare.</p>
<p align="left">Ottimo anche il ristorante interno con servizio cordiale, presentazione di piatti che sono vere e proprie opere d&#8217;arte e cucina di altissimo livello.</p>
<p align="left"><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/ananas1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9914" title="ananas" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/ananas1.png" alt="" width="148" height="87" /></a>Senza fare torto agli altri piatti gustati, una portata di ananas per l&#8217;elaborazione, il sapore e gli abbinamenti dello chef, hanno lasciatosenza parole (www.hotelcorse-chezcharles.com).</p>
<p align="left">Analoga segnalazione per l&#8217;Hotel Castel Brando, a Erbalunga, piccolo porto di pesca ai piedi di Capo Corso, a 10 km da Bastia.</p>
<p align="left">Struttura cosiddetta diffusa, immersa nel verde e nel contesto dell&#8217;affascinante villaggio.</p>
<p align="left">Anche qui una bella piscina, un&#8217;ampia sala a vetri per le pétit déjeuner e tanto relax (www.castelbrando.com).</p>
<p align="left">A Calvi l&#8217;imponente Hotel La Villa è una vera meraviglia (www.hotel-lavilla.com).</p>
<p align="left">Situato su una dolce collina, domina tutto il golfo della cittadina corsa, con l&#8217;acqua delle piscine che si confonde, alla vista, con quella del mare.</p>
<p align="left">Livello molto alto con ristorante interno all&#8217;altezza.<a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/ristorante.png"><img class="alignright size-full wp-image-9761" title="ristorante" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/ristorante.png" alt="" width="251" height="152" /></a></p>
<p align="left">Una delle strutture più belle ed affascinanti che si possono incontrare viaggiando è l&#8217;Hotel La Signoria (www.hotel-la-signoria.com), dimore sparse in mezzo al verde con piscine private, camere e suite personalizzate, piante odorose, rose, aranci, limoni&#8230; e scenari naturali incredibili.</p>
<p align="left">La SPA non trova eguali, sontuosa l&#8217;ubicazione, regale l&#8217;hammam e originalissima la piscina circolare idromassaggiante: tutti i prodotti usati per il corpo rigorosamente naturali.</p>
<p align="left">Il ristorante è imbattibile per eleganza, servizio e -soprattutto- per l&#8217;eccellenza del cibo, della sua preparazione e presentazione.</p>
<p align="left">Vicina al piccolo aeroporto di Calvi, da sola questa meraviglia merita un viaggio in Corsica.</p>
<p align="left">Non è un caso che spesso e volentieri l&#8217;attore Stefano Accorsi con l&#8217;attrice di origini corse Laetitia Casta vi soggiornino.</p>
<p align="left">Il proprietario, Jean Baptiste Ceccaldi, uomo affabile e di grande signorilità, ha scelto con sapienza gli arredi comprando in tutto il mondo mobilio e suppellettili ad aste antiquarie: il risultato, a ben vedere, ha premiato gli sforzi.</p>
<p align="left">Per chi vuole gustare la tradizione culinaria corsa, quella verace che ignora gli altri sensi e punta dritta solo al gusto, non può non fare una capatina a Cateri, uno dei vecchi paesi della Balagne.</p>
<p align="left">Qui troviamo il ristorante Chez Leon (www.hotel-corse-usandume.com/restaurant-chez-leon.html) dove abbiamo gustato il miglior capretto al forno a nostra memoria.</p>
<p align="left">Per gli amanti dell&#8217;agnello e -soprattutto- del capretto, questa è una meta da tenere in debito conto.</p>
<p align="left">Per i cultori delle aragoste (l&#8217;isola ne è ricca di prelibatissime), del pesce, dei gamberetti, dei piccioni, dei salami, dei prosciutti&#8230;tutti i ristoranti sono pronti a soddisfare ogni richiesta: a Bastia uno dei più rinomati della città vecchia è il ristorante Le Guasco, ubicato in un antico frantoio (www.leguasco.com).</p>
<p align="left">In tutta l&#8217;isola poi sono da gustare (e acquistare per portare con sè) i formaggi, specialmente caprini, e il miele, una vera bontà.</p>
<p align="left">Gli amanti dei famosi mercatini delle pulci qui hanno la loro Bengodi, per tutta l&#8217;Isola se ne trovano e fanno ritrovare il gusto della &#8220;scoperta&#8221; per i tanti oggetti particolare che è facile trovare.</p>
<p align="left">Il nord della Corsica, con la regione della Balagne (da tutti conosciuta come &#8220;il Giardino della Corsica&#8221;) e l&#8217;Isola Rossa (stazione balneare in piena espansione), non deluderà il visitatore, che si troverà tra un bellissimo mare ed invitanti montagne, senza trascurare le antiche e fascinose Calvi e Bastia (quest&#8217;ultima ha la più grande piazza di Francia) e i tanti piccoli paesini.</p>
<p align="left">Tra le tante curiosità che l&#8217;alta Corsica offre, da non dimenticare una visita al Parco Botanico di Saleccia, per avere la possibilità di ammirare, in un percorso ad hoc, l&#8217;arte dei giardini ed un grandissimo numero di piante mediterranee.</p>
<p align="left">Se si ha la fortuna di incontrare in un viaggio in Corsica una persona del calibro, della gentilezza e disponibilità di Stéphan Orsoni, dell&#8217;Agenzia del Turismo della Corsica, tutto diventerà più facile e il soggiorno si arricchirà di tante scoperte culturali.</p>
<p align="left">Per un bellissimo viaggio in Corsica, il riferimento per il turista italiano è sicuramente l&#8217;Agenzia per il Turismo Francese Atout-France (www.atout-france.fr), ove l&#8217;infaticabile e preziosa responsabile per l&#8217;Italia Barbara Lovato coordina tutta l&#8217;attività dell&#8217;offerta turistica francese.</p>
<p align="left">Buona Corsica!</p>
<p align="left"><a href="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/PORTO.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-9762" title="PORTO" src="http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/04/PORTO.png" alt="" width="412" height="296" /></a></p>
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